Alta pressione per la forma ideale

Sizing presses from Frey repress sintered parts
Marginal Column
Sizing presses handle complex sintered parts at up to 315 bar – and at the highest safety level. Magnifier

Sizing presses handle complex sintered parts at up to 315 bar – and at the highest safety level.

The ABPAC compact standard unit can be tailored to suit customer needs. Magnifier

The ABPAC compact standard unit can be tailored to suit customer needs.

The electric servo motor of SHA only provides the power needed. Magnifier

The electric servo motor of SHA only provides the power needed.

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Marzo 2016

 

Gli impianti di calibrazione Frey formano a pressione componenti sinterizzati, conferendo loro la forma definitiva. Coadiuvati da assi elettroidraulici Plug-and-run Rexroth.

Nell’industria automotive, sempre più componenti vengono realizzati pressando leghe in polveri di metallo all’interno di apposite forme: ciò consente di realizzare in modo conveniente componenti complessi, che in precedenza richiedevano laboriose tecniche ad asportazione di trucioli. Le presse di calibrazione di Frey & Co., azienda bavarese con sede nella cittadina di Lenggries-Fleck, sono concepite per comprimere i componenti dopo la sinterizzazione. “Questa fase operativa è necessaria in quanto, per sua natura, la sinterizzazione comporta sempre una minima deformazione. Compensiamo tale problema con la calibrazione, rendendo al contempo più com-patta la struttura del materiale”, ci spiega Kaspar Waldherr, Direttore Tecnico di Frey. Per consentire tale tecnica di formatura a freddo, le presse assiali di Frey operano fino a 315 bar di pressione. A tale scopo, per la nuova serie KA, l’azienda si affi da per la prima volta a soluzioni Plug-and-run Rexroth di nuova concezione. Si tratta di assi autonomi pronti per il montaggio, che abbinano le collaudate funzionalità dei servomotori e l’elevata densità di potenza dell’idraulica.

Parsimoniose e silenziose

“Nel nostro processo di produzione, abbiamo continuamente fasi in cui i cilindri restano fermi: se adottassimo unità idrauliche centralizzate, queste proseguirebbero a funzionare”, ci spiega Waldherr. Rispetto alle soluzioni convenzionali, gli assi servoidraulici (abbreviazione tedesca SHA) richiedono minore corrente, poiché il servomotore elettrico adatta costantemente il regime dei propri servocomandi al fabbisogno di potenza della pompa. Tale soluzione, oltre ad annullare le perdite da strozzamento, riduce le spese di refrigerazione. “Il risparmio che possiamo ottenere in quell’ambito è davvero sensazionale, ben oltre le nostre iniziali aspettative”. L’asse SHA assomma ulteriori vantaggi, essendo anche molto più silenzioso, grazie alla costruzione chiusa della pompa, all’interno del blocco di controllo. Poiché le unità idrauliche centralizzate devono proseguire a funzionare anche quando i processi si interrompono, al fine di mantenere la pressione nel sistema, negli stabilimenti c’è sempre un livello di rumore particolarmente elevato. “Durante l’esercizio, i tre assi SHA sono molto più silenziosi e, quando sono fermi, non emettono alcun rumore”, prosegue il Direttore Tecnico. Per la regolazione, Frey utilizza servoconvertitori IndraDrive di tipo standardizzato, combinandoli con il sistema Motion-Logic IndraMotion MLC Rexroth. Il software Drive&Control comprende una speciale biblioteca per SHA, che considera automaticamente tutte le particolarità della fluidotecnica. Poiché i compiti di ambito idraulico vengono svolti da servomotori, nell’engineering sono inoltre disponibili tutte le più diffuse funzionalità: ad esempio, regolazione dell’asse e tecnologia di sicurezza su base azionamento tramite l’elemento di comando. Frey può così realizzare la pressa assiale nel rispetto della Normativa EN ISO 13849-1, ad un livello di sicurezza tale da raggiungerne il massimo Performance Level, il livello e (PL e). Tale massimo grado di protezione, per l’uomo e per la macchina, da anomalie ed errori di comando è necessario, poiché le macchine vengono equipaggiate anche manualmente. “La modalità d’inserimento manuale è concepita per i piccoli lotti. E in tali casi, la sicurezza ha massima priorità”, ci spiega Waldherr.

Compatte e senza serbatoio

Le macchine di Frey si distinguono anche per gli ingombri ridotti: ciò grazie alla combinazione meccatronica fra idraulica e tecnologia di azionamento elettrica, che opera con portate d’olio molto ridotte e, quindi, non richiede un serbatoio specifico. “In precedenza, ci occorreva un serbatoio da più di 1.000 litri d’olio; ora, invece, possiamo farne a meno, perfino per quei processi secondari che ancora richiedono idraulica supplementare. Possiamo, quindi, fare a meno anche del cambio dell’olio, risparmiandoci così altri costosi accorgimenti costruttivi di protezione dalle perdite”, prosegue Waldherr. All’interno della pressa assiale, oltre ai tre assi servoidraulici, vengono azionate idraulicamente anche altre funzioni periferiche, dal fabbisogno di potenza relativamente ridotto. A tale scopo, Frey adotta le nuove unità standard compatte ABPAC di Rexroth, configurabili con grande precisione. Considerando la rapidità d’installazione, la netta riduzione delle tubazioni idrauliche, la riduzione delle emissioni acustiche, il minore consumo energetico e la migliore tutela dell’ambiente, Frey ha quindi buone ragioni per puntare anche in futuro sulla tecnologia Rexroth.