In lingua indiana per sistemi avanzati

Marginal Column

Nell'introdurre la regolazione elettroidraulica per gruppi di sollevamento EHC-8 per trattori nel mercato indiano, in un primo momento gli ingegneri non avevano fatto i conti con le estreme condizioni ambientali della zona. I Project Manager Raman Sheshadri e Uwe Falkenhain ci raccontano come l'adattamento sia stato un grande successo.

 

Con la nostra regolazione elettroidraulica del sollevatore abbiamo raccolto ottime esperienze nei mercati europei e nordamericani. Gli agricoltori ne apprezzano i vantaggi: la precisa regolazione di forza e posizione, ad esempio, consente di alzare e abbassare con esattezza sollevatore e, quindi, di lavorare il terreno in modo più preciso con l'aratro e gli altri attrezzi. I vari terreni vengono arati in modo dolce e uniforme, consentendo rese migliori; inoltre, anche il lavoro risulta più confortevole. Abbiamo quindi deciso, nel 2009, di introdurre l'Electrohydraulic Hitch Control (EHC) anche nel subcontinente indiano, area dalle enormi potenzialità per il mercato dei trattori. Tuttavia, nelle prime prove su trattori in India, i feedback non erano particolarmente positivi: fra i costruttori c'era un'effettiva domanda, ma si puntava ad una soluzione più resistente e decisamente più conveniente.

Adattamenti e sviluppi ex novo

Nel rielaborare il sistema per il mercato indiano, abbiamo innanzitutto dovuto analizzare in modo più preciso le condizioni generali. In tale area i trattori devono resistere a condizioni estremamente sfavorevoli: monsoni e forte umidità atmosferica da un lato, siccità, polvere e caldo dall'altro. A tutto ciò si aggiungono, ad esempio, i requisiti per la coltivazione del riso: in tale caso, i componenti devono talvolta funzionare sotto vari centimetri di fanghiglia appiccicosa; inoltre, i trattori indiani sono generalmente privi di sospensioni, generando quindi maggiori frequenze di vibrazione. Per rispondere a queste condizioni ambientali e abbattere drasticamente i costi del sistema, abbiamo quindi deciso di adattare alcuni componenti e di svilupparne altri completamente ex novo.

Due novità assolute: unità di comando e sensore angolare

Soprattutto per due componenti abbiamo dovuto considerare le condizioni meteorologiche estreme della zona, vale a dire per il sensore angolare e l'unità di comando. La nostra unità di comando standard, destinata ad operare in una cabina di guida, non era adatta all'impiego sui trattori indiani, privi di quest’ultima. Ci occorreva, pertanto, qualcosa di assolutamente nuovo, che, oltre a maggiore robustezza, offrisse un'illuminazione nettamente migliore: in caso contrario la forte irradiazione solare dei campi indiani, avrebbe reso impossibile visualizzare le funzioni da scegliere. Abbiamo poi riflettuto su dove sistemare l'unità: dopo varie considerazioni, abbiamo infine deciso, di comune accordo con il cliente, di realizzare un bracciolo che consenta di integrare l'unità di comando. Così, all'agricoltore resta una mano libera per poter premere i vari pulsanti. Abbiamo poi sostituito la grande leva di sollevamento con un ampio tasto a tre posizioni: sollevamento, abbassamento e disinserimento.

Magnifier

I componenti della soluzione di sistema EHC-8: a destra in alto il controllo, di concezione integralmente nuova.

 

Altro punto fondamentale era quello di offrire agli agricoltori un concetto di assistenza: le officine locali, di norma, non hanno infatti alcuna possibilità di leggere la diagnostica elettronica dei guasti. Abbiamo quindi integrato quest'ultima, con un apposito display, direttamente nell'unità di comando. Ora l'agricoltore può così capire autonomamente, a colpo d'occhio, quando un componente elettronico non funziona a dovere. Per proteggere l'intera unità di comando e soprattutto il display, vi abbiamo applicato una robusta pellicola adesiva, che ripara da umidità e polvere, riducendo gli influssi meccanici.

Quanto all'aspetto tenuta, abbiamo dovuto mettere da parte il modello europeo: per il sensore angolare, ad esempio, il nostro grado di protezione IP 67 non bastava per le locali condizioni di estrema polverosità. Abbiamo quindi dovuto ripensare integralmente la struttura del sensore stesso: il vano apparecchiature elettriche, ora, è completamente separato da quello delle apparecchiature meccaniche.

Particolarità indiane anche per il software

Altro elemento che abbiamo sviluppato ex novo è la centralina, che utilizza l'alloggiamento Bosch impiegato sulla Tata Nano, già pronto quindi per le condizioni climatiche indiane. Abbiamo dovuto adattare anche il software alle condizioni indiane, sostituendo la regolazione europea per i bracci inferiori con una regolazione del braccio superiore, che richiede un solo sensore anziché due per la regolazione della forza. Una soluzione, questa, che ci ha consentito di contenere i costi.

Utilizzare le risorse locali

Per rendere la soluzione di sistema indiana più interessante nel prezzo, puntiamo anche su fornitori locali e produciamo in India. Ad esempio, abbiamo potenziato le capacità produttive in loco per la valvola EHR5, che regola la portata dell'olio verso i cilindri, consentendo di sollevare e abbassare con precisione il sollevatore. Per contro, abbiamo rinunciato al maggior numero possibile di complessi automatismi. Un buon esempio è il coperchio posteriore del sensore angolare: da noi, di regola, viene saldato ad ultrasuoni; sebbene la cosa sia teoricamente possibile anche in India, qui abbiamo optato per l'incollaggio, decisamente più conveniente.

Contenere i costi a livello costruttivo

Per ridurre i costi abbiamo anche agito a livello costruttivo, ad esempio nella scelta dei materiali. Nel mercato indiano si utilizzano materiali sintetici completamente diversi dai nostri, dalla resistenza esattamente ottimizzata sulla base delle condizioni locali e anche molto più convenienti: ad esempio, le fibre di vetro vengono raramente usate. Abbiamo poi rinunciato al maggior numero possibile di optional: sempre nel caso del sensore angolare, la variante europea dispone di un elemento che ci consente di programmare il sensore su vari range angolari, in base alle esigenze del gruppo di sollevamento. Per la versione indiana vi abbiamo rinunciato, regolando l'angolo di apertura con una resistenza appositamente saldata.

Il nostro cliente indiano prosegue a ricercare potenziali risparmi sui costi, anche ora che, nel primo trimestre 2014, la produzione è già iniziata: ad esempio, stiamo lavorando intensivamente per sostituire l'attuale sensore misuratore di forza con un nuovo sistema di misura, esattamente concepito per le potenze dei trattori indiani. Da un lato, questo componente ci consentirà di risparmiare, passando dal principio magneto-elastico ad un sensore ad effetto Hall; dall'altro, possiamo far produrre localmente, in Indiail dispositivo detto “Draft Pin”.

Ragionare oltre l'India

Già ora notiamo come sia valsa la pena adattare il sistema, ragionando al di là del mercato indiano: nella fase successiva intendiamo presentare i nostri prodotti anche in altri Stati del BRIC, caratterizzati da condizioni simili. Inoltre, alcuni componenti sono interessanti anche per clienti europei, che potranno integrarli nelle loro concezioni d'insieme.

Autori


 
 
 

Raman Sheshadri,

Sales and Industry Sector Management, Agricultural and Forestry Machinery,

Bangalore, India

Uwe Falkenhain,

Sales and Product Management Mobile Electronics,

Schwieberdingen, Germania