Per unire mondi diversi!

 

Con l’Open Core Engineering, Rexroth combina PLC e informatica, offrendo agli utenti un nuovo grado di libertà e nuove opportunità di personalizzazione. A fungere da ponte, un’interfaccia valida per tutte le piattaforme: Open Core Interface.

 

Norbert Sasse, del reparto Sales Product Management, e Thomas Gabler, del reparto Development Automation Systems Firmware, ci raccontano come è avvenuto lo sviluppo e quali sono i vantaggi per il cliente.

Gli attuali sviluppi nella tecnologia di automazione stanno cambiando il volto dell’industria meccanica nel lungo termine: oggi più che mai è l’intelligenza del software di una macchina a determinare il successo di mercato. La concorrenzialità e il futuro stesso dei costruttori di macchine si misurano anche dalla velocità con cui essi sappiano implementare innovative funzioni software o integrare nuove tecnologie informatiche. Di conseguenza, i requisiti del software di controllo si fanno via via più complessi, dovendo esso risolvere complessi compiti di automazione, integrare tecnologie di azionamento diverse o connettere in un’ottica di rete vari elementi d’impianto a livello produzione. Gli ambienti di engineering devono contribuire ad implementare tutto ciò in modo efficiente, ma al contempo flessibile. Soltanto con questi presupposti i costruttori di macchine possono realizzare le loro idee in modo autonomo e creativo.

Accesso diretto all’unità di controllo

La nostra risposta a tali esigenze è l’Open Core Engineering, che getta un ponte fra l’automazione delle macchine e l’ambito informatico, offrendo per la prima volta a tutti gli utenti l’accesso diretto alle funzioni del core di controllo. Con Open Core Interface, infatti, l’Open Core Engineering consente ora anche di programmare in linguaggi evoluti, accedere direttamente all’unità di controllo PLC e creare applicazioni personalizzate. Per tutto ciò, al cliente occorre semplicemente il Software Development Kit (SDK) per la sua piattaforma di preferenza.

Gli spunti per una completa apertura del core di controllo sono arrivati dall’interno e dall’esterno. Al momento di integrare in un nuovo hardware un complesso controllo a linguaggio evoluto, i clienti si rivolgevano continuamente a noi: senza accesso al core di controllo, infatti, essi non potevano fare da sé. Inoltre, internamente abbiamo notato come il firmware di controllo diventasse sempre più complesso, tanto che abbiamo voluto utilizzare routine di test automatizzate.

Lo sviluppo di un’interfaccia doveva consentirci di verificare le funzioni firmware dai nostri PC. Ci siamo quindi trovati nella stessa situazione iniziale di un cliente intenzionato ad accedere ad un’unità di controllo Rexroth dalla sua piattaforma di preferenza, ad esempio, per l’appunto, un PC. Abbiamo così sviluppato un’interfaccia che, con diversi linguaggi evoluti, ci consentisse di accedere all’unità di controllo: la prima pietra di Open Core Interface era stata posata.

Un nuovo grado di libertà nell’adattamento

Esempio di un'applicazione di Motion Control su base Google Android.

 

L’evoluzione dinamica nel settore di smartphone e tablet ci ha spronati a collegare alla nostra interfaccia anche gli ambienti di sviluppo più diffusi in tale ambito, come Eclipse per Google Android e xCode per Apple iOS. Mano a mano, ha così preso forma una serie di toolbox per gli ambienti di sviluppo attualmente più popolari nell’automazione informatizzata. Adattare l’interfaccia ai vari ambienti è risultato relativamente semplice; più difficile, spesso, è stato programmare esempi di applicazione pratici e dall’interfaccia intuitiva per i relativi apparecchi terminali, trattandosi di un territorio inesplorato.

Sicuramente è stato un lavoro importante già dimostrato dall’Open Core Interface, introdotto sul mercato dopo le fasi interne di sviluppo: con questo strumento offriamo agli utenti la libertà di adattare le unità di controllo esattamente alle loro esigenze, il tutto dalla piattaforma con cui essi lavorano abitualmente. La nuova interfaccia consente loro di eseguire efficienti simulazioni, gestire processi automatizzati o rilevare dati di diagnostica. L’implementazione tecnica di Open Core Interface, che utilizza trend software orientati per oggetti, è concepita per essere agevolmente integrabile in qualsiasi sistema. La competente soluzione di questo complesso task di programmazione è stata egregiamente implementata dagli Sviluppatori software Sebastian Krauskopf e Jens Reckwell.

Verso un futuro “smart”

Esempio di un'applicazione di diagnostica su base Google Android.

 

Siccome tramite Open Core Interface abbiamo già collegato al controllo macchina numerose piattaforme diffuse, prendiamo ulteriore spunto dal grande dinamismo dell’attuale sviluppo software; siamo inoltre in grado di integrare gli sviluppi futuri. Possiamo così approfittare di un maggior numero di sviluppatori con molte nuove idee, puntando, per così dire, sull’intelligenza collettiva. La soglia di familiarizzazione con Open Core Interface è, quindi, estremamente bassa. Come noi stessi abbiamo notato, dopo appena due ore i programmatori esperti in linguaggi evoluti creano una connessione con la macchina e possono accedere al core di controllo.

Tutto ciò apre opportunità davvero illimitate: dai semplici fogli Excel ai programmi altamente complessi, Open Core Interface consente di collegare numerose applicazioni al core di controllo. Un campo molto promettente sono le cosiddette “Smart App”, che mostrano con particolare efficacia le potenzialità dell’interfaccia. Integrando il controllo multitouch, il sensore di posizione o la localizzazione degli Smart Device, il sistema di comando si può strutturare in modo molto semplice e intuitivo. Con Apple iOS e Google Android, l’interfaccia supporta i sistemi operativi attualmente più importanti per gli Smart Device: ciò consente ai costruttori di macchine di creare applicazioni native operanti in completa autonomia sul dispositivo target, ad esempio un tablet, e che richiedono risorse minime al sistema di controllo.

Un esempio di simili programmi sono le applicazioni di diagnostica che visualizzano soltanto valori di misura pertinenti, in base alla zona del capannone di stabilimento o previa identificazione personale. Altre possibilità di applicazione si trovano nell’ambito del Rapid Control Prototyping, ossia la simulazione dei processi di macchina nel primo stadio del processo di engineering, o nella programmazione di funzioni in tempo reale operanti direttamente nell’unità di controllo. La creatività delle industrie meccaniche nel sviluppare nuove applicazioni non ha più alcun limite tecnologico.

Autori

 
 
 

Norbert Sasse,

Sales Product Management Motion Logic Systems,

Lohr, Germania

Thomas Gabler,

Development Automation Systems Firmware,

Lohr, Germania