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Marginal Column

Grazie a nuovi azionamenti planetari, la ditta danese Solomatic ha affrontato con successo un osso duro nello sviluppo di una macchina speciale.

 

I problemi complessi sono il pane quotidiano di Solomatic A/S: la piccola azienda danese, infatti, si occupa soprattutto di sviluppare e produrre macchine speciali, per settori, fra l’altro, dagli elevatissimi requisiti di funzionalità, design e documentazione. Gli sviluppatori, quindi, devono essere informati su ogni minimo dettaglio dell’applicazione, come dimostra l’attuale esempio di una macchina che lavora listelli di tenuta e guarnizioni in gomma, punzonandoli, tagliandoli, piegandoli e montandoli su rotaie in alluminio. “Se, ad esempio, occorre punzonare fori in una rotaia d’acciaio anziché di alluminio, per noi non è un problema”, rimarca il Direttore Jørgen Pedersen.

Per raggiungere una tale flessibilità, il suo team è costantemente alla ricerca di soluzioni idonee sul mercato: perciò, Solomatic si è interessata ad un nuovo tipo di azionamenti planetari. Tale soluzione ha prevalso sull’alternativa, prevista fino ad allora, di un sistema puramente idraulico: “Con la pressione e le corse che gli otto cilindri della macchina devono affrontare, ci sarebbero occorsi 2.500 litri di olio idraulico”, stima Pedersen. Gli azionamenti planetari elet tromeccanici, al contrario, non necessitano di fluidi, oltre ad essere programmabili indipendentemente l’uno dall’altro: gli adattamenti al prodotto finale risultano quindi molto agevoli.

Potenza e compattezza

Per questo compito, gli azionamenti planetari offrono molti vantaggi non solo rispetto all’idraulica, ma anche rispetto alle unità viti a sfere: nell’azionamento planetario, infatti, le sfere sono sostituite da rulli filettati rotanti, detti “pianeti”. All’interno di un apposita chiocciola filettata, essi ruotano coassialmente attorno ad una vite. Rispetto alle unità viti a sfere, anche la capacità di carico è maggiore, grazie alle ampie e numerose superfici di contatto.

Martin Bunk, Responsabile Vendite Factory Automation di Bosch Rexroth Danimarca, ci spiega l’importanza di tutto ciò per questa applicazione: “Gli azionamenti planetari sono più piccoli e compatti; richiedono meno spazio, ma erogano la stessa trasmissione di forza.” Gli otto azionamenti planetari impiegati dalla macchina, con un diametro vite di soli 48 mm, esercitano ciascuno una pressione di dieci tonnellate; un’unità viti a sfere avrebbe richiesto un diametro vite di almeno 80 mm.

Martin Bunk, Sales Engineer di Bosch Rexroth, esamina l'impiego sul campo degli azionamenti planetari.

 

Da una vite di diametro relativamente ridotto, quindi, si sono potute ottenere forze elevate. Jørgen Pedersen è soddisfatto di un ulteriore aspetto: “Per noi, in quanto industria meccanica, è importante che la struttura sia il più compatta possibile, dato l’eterno problema degli spazi all’interno delle macchine; al contempo, anche il design è notevolmente migliorato.” Anche per tale ragione, l’azionamento compatto Indra-Drive Cs completa l’applicazione in modo ideale, assicurando alle viti planetarie, abbinato ad un servomotore sincrono, un’elevata densità di coppia senza sprecare spazio.

Utili funzionalità supplementari

La speciale macchina danese, oltre al rendimento degli azionamenti planetari, sfrutta alcune altre funzioni opzionali Rexroth: “Per noi è particolarmente vantaggiosa la funzione “Traslazione fino a battuta fissa”, integrata nell’azionamento”, conferma Pedersen. Con questa funzione, il motore, in regolazione di posizione o di velocità, si porta a contatto di un’apposita battuta, erogando così una coppia definita e le forze di pressione e di compressione necessarie, ad esempio, per un serraggio. Oltre a questa utile funzione, la sicurezza è un altro importante argomento per Solomatic: due degli otto azionamenti planetari si trovano in una zona protetta, cui l’operatore accede soltanto per rifornire l’impianto con nuovo materiale.

Solomatic ha implementato questa zona protetta con le funzioni di sicurezza direttamente nell’azionamento IndraDrive C. L’azienda ha poi scelto le funzionalità “Velocità a limitazione sicura” e “Posizione a monitoraggio sicuro” dall’offerta “Safety on Board” di Rexroth. “La sicurezza integrata nell’azionamento è stato un altro aspetto che ci ha fatto optare per Bosch Rexroth”, riassume Pedersen. Le funzioni, combinate con l’elevata densità di potenza e le dimensioni compatte, dimostrano le capacità delle odierne filosofie di azionamento elettromeccaniche.