Un caso da specialisti

Marginal Column

(da sinistra): Alberto Hidálgo, Héctor Vázquez, Martín Gómez, Héctor De Reza e Abraham Huerta: la squadra Rexroth di specialisti in meccanica al lavoro.

Nella costruzione della centrale idroelettrica messicana di La Yesca, Bosch Rexroth non si è concentrata solamente sulle sfide tecniche: anche le lingue e i fusi orari diversi richiedono una pianificazione di progetto intelligente.

 

Con i suoi 208,5 metri d’altezza, la gigantesca diga a terrapieno della centrale idroelettrica La Yesca, in Messico, è attualmente la seconda in altezza nella sua categoria, superata soltanto dai 233 metri dell’invaso di Shuibuya, in Cina. L’immensa diga messicana, che si eleva sul Río Santiago, nello Stato Federale del Nayarit, a circa 100 km a nord-ovest di Guadalajara, ben rappresenta l’ascesa economica del Paese: negli ultimi anni, il Messico ha infatti registrato una costante crescita, di pari passo con un sempre maggiore fabbisogno energetico.

Poiché il Paese si ritiene fortemente impegnato nella tutela del clima, un’iniziativa in grande stile doveva assicurare a lungo termine l’approvvigionamento ecosostenibile di energia elettrica: si parla della costruzione di centrali idroelettriche. Il Messico vede nelle proprie enormi potenzialità energetiche la chiave per colmare il divario fra la promozione dello sviluppo socioeconomico, da un lato, e la riduzione delle emissioni dall’altro, e per spingere ulteriormente il motore della crescita.

La Yesca fa parte di un progetto di energia idroelettrica, che prevede diverse dighe di sbarramento, per un potenziale energetico complessivo pari a 4.300 megawatt. Dopo cinque anni di lavori, la centrale è stata ufficialmente inaugurata il 6 novembre 2012. Due generatori da 750 megawatt di potenza nominale genereranno in media 1.210 gigawatt/ora di corrente all’anno: tale quantità di energia copre il fabbisogno elettrico del milione di abitanti del Nayarit per un anno e mezzo. Per questo progetto da 1,3 miliardi di dollari, Bosch Rexroth non ha dovuto affrontare soltanto sfide tecnologiche: un ritardo imprevisto nei lavori, le sette ore di differenza nel fuso orario fra Messico ed Europa e le varie lingue dei partecipanti al progetto hanno richiesto flessibilità e inventiva.

Un’opera di convincimento

Già a metà 2008, il Consorzio responsabile della costruzione, composto dalla grande impresa messicana ICA e dall’impresa russa di impianti energetici e meccanica Power Machines, aveva firmato il contratto di cooperazione con Bosch Rexroth Messico. Tutto ciò era stato preceduto da intensi colloqui di ottimizzazione fra i Project Manager in loco, lo specialista nel settore Costruzioni in acciaio per oleodinamica della sede tedesca di Lohr e la filiale di Boxtel, nei Paesi Bassi, responsabile per la consegna dei cilindri. I risultati: una concezione convincente, soluzioni di ampio respiro e di comprovata efficacia e tecnologie sviluppate ad hoc, adattate sin nei minimi dettagli alle esigenze del cliente.

La diga a terrapieno di La Yesca è la seconda al mondo per altezza.

 

Come in precedenza, Carlos Holzinger, Project Manager di Bosch Rexroth, ha composto un gruppo di lavoro che parlasse lo spagnolo, mossa fondamentale per una buona collaborazione. “I clienti parlano quasi esclusivamente in spagnolo. Tuttavia, il migliore presupposto per realizzare insieme un progetto di grande complessità, è proprio parlare la stessa lingua”, ci spiega. E quanto questa iniziativa sia stata azzeccata è risultato chiaro, soprattutto, nel discutere aspetti tecnici fondamentali: ad esempio nell’opera di convincimento, operata dalla squadra di Holzinger e dai colleghi, per entusiasmare il cliente con la tecnologia di trattamento superficiale Enduroq®, sviluppata da Rexroth.

“Di norma, i clienti prediligono cilindri con steli rivestiti al cromo. Tale rivestimento garantisce una certa durezza su un materiale di base tenero, è inossidabile ed offre un’affidabile protezione dalla corrosione. I clienti messicani erano inizialmente piuttosto scettici nei confronti del nostro nuovo prodotto”, ci racconta Carlos Holzinger. Insieme agli specialisti, il tecnico ha tuttavia saputo convincerli dei vantaggi della tecnologia monostrato con applicazione termica a spruzzo. “Enduroq® offre un’elevata resistenza all’usura, è totalmente impermeabile e presenta una porosità estremamente bassa. Gli steli dei pistoni dispongono, quindi, della stessa protezione dalla corrosione della variante al cromo, convincendo inoltre per la lunga durata; il tutto, con costi sul ciclo di vita nettamente inferiori”, come ci dice Holzinger.

Un loop di attesa

Poco prima dell’inizio dei lavori, durante alcuni scavi nel punto previsto per la diga, i geologi scoprirono delle irregolarità nella crosta terrestre. “Se la diga fosse stata eretta in quel punto, in alcune circostanza l’acqua avrebbe eroso sotterraneamente l’invaso, distruggendo la barriera”, ci spiega Martín Gómez, Project Manager della filiale messicana di Bosch Rexroth: un rischio insostenibile per una diga a terrapieno destinata a sopportare la pressione di un invaso da 33,4 kmq e circa 1.392 milioni di metri cubi. Il punto, quindi, venne spostato. “Per noi, questo ritardo implicò dover preparare tutte le parti ad un trattamento di conservazione a lungo termine: di regola, infatti, le consegne vengono effettuate “just in time”, ci racconta Gómez.

In breve tempo, la sua squadra di esperti in loco creò le condizioni di magazzino necessarie per conservare le parti. Andavano garantite non soltanto la protezione dai raggi solari e dalle oscillazioni termiche, ma anche una conservazione in condizioni asciutte. Ma gli sforzi valsero la pena: i componenti, infatti, dovettero attendere ben due anni prima di poter essere installati.

Vista notturna dei sistemi antitracimazione.

 

Turno di notte

Gli stessi orari di lavoro della squadra di progetto sono stati inconsueti: le sette ore di differenza nel fuso orario hanno infatti richiesto a tutti i responsabili l’effettuazione di turni di notte al cellulare e al computer, per garantire qualità ed assistenza perfette. Fra gli altri componenti, Rexroth ha fornito cilindri idraulici, gruppi, sistemi di misura e quadri di controllo ed alimentazione elettrica, elementi centrali che garantiscono tanto la funzionalità, quanto la sicurezza di La Yesca. Anche il supporto per la posa delle tubazioni sul cantiere e la totalità dei cablaggi, nonché il montaggio, la messa in servizio e il collaudo in loco, hanno funzionato egregiamente grazie alla buona collaborazione fra Lohr, Boxtel e la filiale in Messico.

Per l’intera regione, l’impianto di La Yesca è garanzia di un approvvigionamento energetico pulito e sicuro; in futuro, inoltre, il lago artificiale sarà una risorsa per l’allevamento ittico e il turismo. Questo progetto ha portato altre nuove conoscenze a Bosch Rexroth e un’ulteriore conferma che, con il giusto know-how, inventiva e flessibilità, tutti gli ostacoli si possano superare.

 
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