Come la fenice dalle ceneri

Marginal Column

In sei anni di accurato restauro, l'auditorio è stato riportato a nuovo splendore.

Il palco principale è illuminato da cinque ponti luce a traslazione verticale con telai luce a più elementi.

Le luci laterali telescopiche possono essere spostate sia verticalmente che orizzontalmente e illuminare le scene lateralmente.

Una vista sulla graticcia: nella torre scenica sono stati installati un totale di 190 argani, che consentono di calare elementi di scenografia dal cielo del palcoscenico e di risollevarle.

Dopo la sua ristrutturazione generale, il Teatro Bolshoi di Mosca rappresenta la perfetta simbiosi fra tradizione e modernità: se all'esterno l'edificio risplende di magnificenza zarista, dietro le quinte le tecnologie di azionamento per palcoscenici Rexroth assicurano processi precisi.

 

Carrelli elevatori strepitano attorno al palco, martelli ad aria compressa rimbombano, saldatrici scagliano scintille e tutto attorno operai edili circolano indaffarati; dopo minuti di assordante lavoro, il personale in tute blu ed elmetti forma tutto ad un tratto un coro e inizia a cantare a gran voce un'aria dell'opera na vita per lo Zar” di Michail Glinka. Questo sbalorditivo inizio del gala inaugurale del Teatro moscovita Bolshoi, il 28 ottobre 2011, ha segnato al contempo il termine del più dispendio so risanamento di un teatro nell'epoca moderna: per la ricostruzione i moscoviti hanno infatti speso circa mezzo miliardo di euro. Ed ecco il risultato: scintillanti lampadari in cristallo, splendenti foglie d'oro, legni pregiati e rossi velluti emanano nuovamente lo splendore dell'epoca degli Zar. Dietro le quinte, tuttavia, il Bolshoi si è lasciato alle spalle i secoli passati: equipaggiata con tecnica Rexroth, la “culla del balletto classico” è ora il teatro tecnologicamente più avanzato al mondo.

Un teatro creato in grande stile

Al Teatro Bolshoi, fondato nel 1776 al tempo di Caterina la Grande, i superlativi sono sempre stati di casa: dietro all'imponente facciata esterna, fedele ai dettami del classicismo russo, i raffinati equipaggiamenti interni conferivano al teatro, già a metà del secolo scorso, un'acustica leggendaria a tutt'oggi. Il palco del Bolshoi poteva reggere fino a 400 persone insieme; cinque balconate rivestite in oro e il parquet offrivano posto a 2.000 spettatori. “Il lago dei cigni”, il celeberrimo balletto di Pjotr Tschaikowski, vide la sua prima proprio qui, nel 1877. E il Corpo di Ballo del teatro, il più grande con oltre 200 membri, diede al Teatro fama mondiale con leggende del balletto quali Vaslav Nijinsky, Rudolf Nurejev o Maja Plissezkaja.

Solide fondamenta

Quando, nell'autunno 2005, il sipario calò per l'ultima volta prima della ricostruzione, non era possibile prevedere l'ammontare finale dei costi. Nonostante le crepe fino a cinque centimetri di larghezza su elementi portanti della facciata esterna, la vera sfida per gli addetti al restauro si celava nel sottosuolo: le acque freatiche avevano infatti provocato un abbassamento del sottofondo, edificato su terreno acquitrinoso. Lo storico edificio era a serio rischio di crollo. Gli operai hanno inserito più di 2.500 pali in acciaio nel sottofondo, per poter asportare i pali in legno, ormai marciti, sui quali poggiavano i muri e poter gettare nuove fondazioni. La struttura attuale è ancorata direttamente in una massa rocciosa, consentendo per la prima volta al Bolshoi l'utilizzo di seminterrati e una fossa scenica da 20 metri di profondità, in cui è alloggiata l'intera tecnologia di azionamento dei palchi.

Un lavoro tecnologico su misura

Sebbene gli esperti e gli addetti alle Belle Arti ritenessero molto importante che il restauro del teatro ne lasciasse l'esterno completamente invariato e che gli arredi andassero riportati allo stile del XIX sec., le tecnologie di azionamento per i palcoscenici del “nuovo Bolshoi” dovevano essere quanto più moderne possibile. Nel 2004, l'incarico per tale ambito venne assegnato a Rexroth. “Abbiamo progettato, sviluppato e installato tutti i macchinari di scena superiori e inferiori del Bolshoi. Per la sola tecnologia di movimentazione del teatro sono stati installati 600 azionamenti, fra elettrici e idraulici, molti dei quali hanno richiesto una concezione ex novo”, ci racconta Wolf-Guido Patten, Project Manager Rexroth. “Per tale ragione”, afferma sicuro, Non vi è attualmente alcun palcoscenico, nel mondo intero, che per dimensioni ed efficienza possa competere con quello del Bolshoi.”

Un'illusione perfetta

Il palco principale, da 520 metri quadrati di superficie, è dominato da sette podi a due piani, di dimensioni identiche. Ciascuno dei sette podi è lungo 22 metri, largo 3, alto 10 e ha un peso proprio di circa 70 tonnellate; su entrambi i livelli dei podi si possono tenere rappresentazioni. Appositi azionamenti idraulici a cilindri consentono ai vari segmenti di sollevarsi e abbassarsi in maniera graduale e silenziosa, ad una velocità massima di 0,7 metri al secondo e con una corsa di 16 metri: così, semplicemente premendo un tasto, è possibile far apparire interi elementi decorativi o gruppi di persone, oppure farli scomparire nel sottofondo. Quest'ultimo si estende per oltre sei piani di profondità, offrendo spazio adeguato per alloggiare le quinte delle varie rappresentazioni. Quattro podi reciprocamente indipendenti e il più grande impianto idraulico installato in un teatro europeo assicurano un trasporto a regola d'arte delle scenografie durante le prove e le rappresentazioni.

Una varietà sospesa in aria

Non meno efficienti sono i macchinari superiori del teatro: 220 argani, ciascuno dei quali da circa una tonnellata di portata, fanno scendere sul palco le decorazioni ad una velocità massima di 1,8 metri al secondo, come mosse da una mano invisibile, in perfetta silenziosità e sincronia. Quello teatrale è uno dei pochi settori in cui il personale può trattenersi sotto carichi in rapido movimento, da svariate tonnellate di peso: la sicurezza è quindi al primo posto.

Sicurezza assicurata dall'apprezzato sistema di controllo per palcoscenici SYB2000 di Rexroth: la sensoristica finemente armonizzata e il collaudato software comandano con precisione tutti i processi che si svolgono attorno al palco. Una volta programmato, l'intero processo di una rappresentazione è richiamabile in qualsiasi momento, semplicemente premendo un tasto. Nei suoi duecento anni e oltre di storia, il Bolshoi è stato distrutto per tre volte dal fuoco, venendo poi sempre ricostruito; tuttavia, il teatro non si era mai presentato prima così radicalmente rinnovato.

Quando gli spettatori assisteranno alle future rappresentazioni del Bolshoi, potranno godere di messe in scena dalla varietà mai vista prima, tra fiabesche e sontuose ambientazioni del XIX sec. Le invisibili e silenziose tecnologie di azionamento per palcoscenici Rexroth assicurano un piacere artistico indimenticabile, grazie a un'illusione perfetta. E il “Chi è di scena” risuona già per altri progetti: Rexroth è attualmente Project Partner per il Teatro Nazionale Bavarese dell'Opera di Monaco, per il Palazzo del Festival di Salisburgo e per il Teatro dell'Opera di Göteborg.