Marginal Column

Big Benny nell'anello

Un territorio tecnico inesplorato: un impianto a gru fra i più grandi al mondo posiziona i carichi con precisione millimetrica.

 

Big Ben e Big Benny a confronto: l'elevatore ad anello è alto quasi il doppio del simbolo di Londra.

Niente è troppo pesante, niente troppo alto: questo motto è diventato la parola d’ordine per Sarens NV, lo specialista belga in trasporto e handling di carichi pesanti. Questa azienda a conduzione familiare ha avviato l’anno scorso l’ambizioso piano di definire nuovi standard nel sollevamento di carichi dal peso estremo, con un elevatore ad anello dalle dimensioni mai viste.

Con “Big Benny”, un autentico gigante, il Gruppo Sarens percorre un territorio inesplorato, per completare la propria flotta di gru, 1400 apparecchi con portate fra le 50 e le 3.000 tonnellate, con un coup de théâtre verso l’alto. Questi concentrati di potenza vengono utilizzati per sollevare carichi pesanti, ad esempio, nelle raffinerie, nel settore petrolchimico, nel montaggio di piattaforme di trivellazione petrolifera e per la costruzione di centrali.

Dopo soli quindici mesi dalla prima idea, Sarens ha trasformato in realtà la SGC-120 (Sarens Giant Crane), collaborando strettamente con Rigging International, azienda californiana con sede ad Alameda e parte del Gruppo dal 2009. Bosch Rexroth Belgio, come partner di sviluppo e consulente di sistema, ha curato l’ambito drive&control.

La sede regionale è stata incaricata di gestire il Project Management, la messa in servizio, il collaudo e la presa in consegna; la commessa comprendeva, inoltre, gli ambiti Diagnostica e Condition Monitoring. I reparti specializzati per la regolazione della sincronia, con il MAC-8 e azionamenti a regolazione secondaria, hanno lavorato al progetto dalla sede di Lohr: un buon esempio di collaborazione internazionale all’interno di Bosch Rexroth.

Realizzare questo colosso da 5.200 tonnellate di peso in poco più di un anno è stata un’impresa davvero titanica: con le sue 3.200 tonnellate di portata e un raggio d’azione di 120 metri, questo impianto a gru è infatti fra i più grandi a livello mondiale. Esso, inoltre, è in grado di posizionare quegli immensi carichi con una precisione di un millimetro. La struttura ad anello, da 40 metri di diametro esterno, oltre a garantire la necessaria stabilità e parametri d’esercizio sicuri, richiede soltanto minimi lavori preparatori per il fondo.

La concezione di macchina prevede un gancio che, con il suo peso proprio di oltre 100 tonnellate, pesa come un Boeing 757 a pieno carico ed è dimensionato per un carico massimo di 3.200 tonnellate. L’intero elevatore ad anello è concepito in maniera modulare: ciò ne consente un pratico trasporto, in 160 container impilabili da 40 piedi ciascuno. Questi ultimi, dopo le quattro settimane di montaggio in loco, verranno riempiti di materiale ottenuto sul posto, per comporre un contrappeso da 3.600 tonnellate.

Il contributo di Rexroth a questo progetto Sarens da 25 milioni di euro è rilevante e comprende l’intera filosofia drive&control. 64 motori oleodinamici A2FM azionano l’enorme gruppo di rotazione della SGC-120, che richiede un’ora piena per compiere una rotazione. Nonostante le dimensioni gigantesche, il gruppo di rotazione può essere posizionato con un’esattezza di una frazione di grado, mentre i sei argani a regolazione secondaria, per la gru e il braccio, raggiungono il millimetro di precisione.

A tale scopo, i motori oleodinamici vengono sincronizzati da un sistema di azionamento a regolazione secondaria, con sistemi elettronici di regolazione HNC100-SEK e MAC-8. Sei gruppi da container, ciascuno dotato di due motori Diesel da 280 kilowatt e pompe a pistoni assiali A4VSO, assicurano la potenza idraulica necessaria. L’intero controllo e monitoraggio di questa gigantesca gru viene svolto dal PLC Rexroth IndraLogic.

A metà marzo Hendrik Sarens, Director Heavy Lift Department, ha presentato ad un nutrito pubblico la SGC-120 nell’area portuale di Gand. Responsabili per gli ambiti Sviluppo e Costruzione sono stati il cugino, il Direttore Tecnico Benny Sarens (dal quale il colosso ha preso il nome) e suo figlio Carl. A giugno, Big Benny è stato stivato nei container nel porto di Gand alla volta dello Stato americano dell’Arizona, per confrontarsi con un impegnativo progetto di costruzioni in acciaio. “In questa fase intendiamo raccogliere ulteriori esperienze”, ci spiega Hendrik Sarens, “che andranno a vantaggio dei progetti futuri.”

 

Informazioni su Sarens nV

Il gruppo di rotazione di questo gigante viene azionato da un totale di 64 motori oleodinamici del tipo A2FM.

Questa azienda a conduzione familiare, fondata nel 1955, ha sede in Belgio, a Wolvertem (Provincia del Brabante Fiammingo) e comprende attualmente 33 società nazionali. Core business del Gruppo sono il leasing e l’impiego di gru e le relative soluzioni, cui si dedicano 2.700 collaboratori nel mondo. Collaboratori grazie ai quali viene raggiunto un fatturato annuo di oltre 370 milioni di euro.

www.sarens.com

Il gruppo di rotazione di questo gigante viene azionato da un totale di 64 motori oleodinamici del tipo A2FM.

 

Informazioni sulla SGC-120

  • Concezione costruttiva: elevatore ad anello, diametro esterno 40 mPeso totale: 5.200 t
  • Portata: 3.200 t
  • Tre lunghezze di braccio, da 90 a 120 m
  • Coppia di carico max.: 120.000 tm (tonnellate-metro: fattore risultante da capacità di carico e sbraccio, che consente un migliore raffronto fra le categorie prestazionali delle gru rispetto alla semplice categoria di portata)
  • Nelle prime prove, condotte con successo, sono stati raggiunti i seguenti valori:
  • -3.000 t su un raggio di 48,5 m
  • -637 t con sbraccio di 120 m: tale peso corrisponde a 16 TIR da 40 tonnellate a pieno carico
  • Sei argani compatti a regolazione secondaria, con velocità d’esercizio di 22,4 m/s, posizionabili uniformemente con una precisione di 1 mm e utilizzabili in sincronia.