Dr. Philipp Klimant

Dr. Philipp Klimant

è Collaboratore Scientifico per l’ambito Realtà virtuale presso l’Istituto Macchine Utensili e Processi di Produzione del Politecnico di Chemnitz, dove dirige il Dipartimento di Informatica di Processo e Sviluppo Virtuale del Prodotto. Da aprile 2013, dirige inoltre la Centrale di Coordinamento per il Centro di Eccellenza Tecnologica di Chemnitz “Innovazioni ad Alta Efficienza Energetica per Prodotti e Processi nelle Tecnologie di Produzione” (abbreviazione tedesca eniPROD) del Politecnico e dell’Istituto Fraunhofer per le Macchine Utensili e le Tecnologie a Deformazione Plastica (IWU). I suoi principali ambiti di ricerca vertono sui settori Tecnologie di automazione, Realtà virtuale e realtà aumentata, Simulazione macchine e impianti e Tecnologie medicali.

Augmented Reality

L’espressione realtà aumentata definisce l’espansione della percezione di realtà mediante strumenti informatici. Di norma, si tratta di rappresentazioni visive di informazioni, presentate su un oggetto reale tramite smartphone, tablet, occhiali per dati o strumenti simili.

Interagire con i contenuti

 

Gestire macchine e processi senza computer né tastiera? Con la realtà aumentata (RA) tutto questo sarà possibile. Dr. Philipp Klimant, collaboratore del Politecnico di Chemnitz, ci spiega le potenzialità di questa tecnologia.

Al giorno d’oggi la realtà aumentata viene vista come un di più, come un passatempo, ad esempio per un catalogo di mobili. Per quali ragioni questa tecnologia è più di una semplice trovata?

Perché la realtà aumentata può rivelarsi un pratico aiuto nella vita di tutti i giorni, per cose grandi e piccole. Poniamo, ad esempio, che Lei stia cercando il bocchettone del liquido refrigerante per la Sua auto: con l’app del costruttore potrà trovarlo, grazie alla panoramica sul Suo smartphone di ciò che si cela sotto al cofano. La RA abbina oggetti concreti e informazioni virtuali, consentendo una migliore comprensione di situazioni complesse e, quindi, semplificandoci la vita. Per un altro esempio, prendo spunto dalla Sua domanda: non è forse meglio sapere già in anticipo, senza metro a nastro o tabella dei colori, se un certo mobile starà bene nel nostro appartamento? Grazie alla RA possiamo approntare numerosi dati organizzandoli per gruppi target, in modo che l’utente vi possa interagire.

Dove viene applicata, già attualmente, la RA nel campo dell’industria?

I prodotti diventano sempre più complessi e noi generiamo un sempre maggior numero di dati: per semplifi care tale complessità, la RA è importante in tutti i settori industriali, dallo sviluppo all’ambito Produzione e Logistica, fino alla formazione. Ad esempio, nel caso di una simulazione, i progettisti possono sovrapporre i risultati direttamente su oggetti reali, verifi candone eventuali distorsioni o l’andamento delle tensioni interne. Oppure è possibile visualizzare su un tablet, direttamente sulla macchina, i dati di processo di una linea di produzione, il tutto ottimizzato per tipo di utente: ad esempio, il caporeparto riceverà informazioni differenziate rispetto all’operatore. L’uno sarà più interessato alla quantità di pezzi, mentre l’altro vorrà sapere se un certo codice di programma presenta un errore.

A quale punto ci troviamo attualmente?

L’hardware, ad eccezione degli occhiali per RA, è già abbastanza a buon punto. L’industria, tuttavia, è ancora in una fase pionieristica a questo riguardo: ciascuno sta cercando profi cue possibilità di utilizzare la RA, ma nell’insieme siamo ancora agli inizi. Attualmente, infatti, le applicazioni non sono ancora molte. Ciò è anche dovuto a preoccupazioni di tutela della privacy, poiché la tecnologia potrebbe anche essere utilizzata per monitorare i collaboratori: il sistema, infatti, verifi ca automaticamente se una certa attività è stata eseguita. Se, da un lato, ciò riduce la possibilità di errori, dall’altro crea omologazione fra l’operatore A e l’operatore B il che, attualmente, costituisce una forte barriera psicologica.

Come si potrà, in futuro, utilizzare con profi tto la RA in ambienti industriali?

I prodotti si fanno via via più complessi e tutti noi lavoriamo su scala sempre più globale: in tale quadro, la RA potrà risultare più utile negli anni a venire. Ad esempio un progettista, con il necessario know-how, da uno stabilimento di Monaco di Baviera potrà indicare ad un tecnico di assistenza a Shanghai, direttamente sulla macchina, le operazioni da svolgere. Per simili applicazioni, tuttavia, non vi sono ancora soluzioni praticabili. Anche in ambito training, questo tema verrà seguito sempre con maggior attenzione: il precedente esempio della Casa automobilistica è solo un primo passo. In linea generale, la visualizzazione dati prenderà sempre più campo: tutti noi, infatti, abbiamo sempre più a che fare con i dati, su una macchina in stabilimento come nella sfera privata. Si spazia dai dati di controllo della macchina a quelli del reparto Sviluppo, fi no ai dati ambientali che indicano, ad esempio, a quale temperatura ambiente un certo pezzo sia stato prodotto. Combinare tutti questi dati in modo ragionato, fornirli ottimizzandoli per gruppi target, nel punto e al momento giusto, diventerà per la RA un compito ancora più importante di quanto già non sia oggi.

Dove ritiene stiano le maggiori sfide tecnologiche, prima di poter utilizzare proficuamente la RA?

Combinare con intelligenza enormi quantità di dati delle più svariate tipologie, in modo da generare valore aggiunto. E poi, rendere visibile tale valore aggiunto tramite la RA: questi sono i due grandi impegni per poter progredire in futuro. Attualmente, nella RA, i dati procedono ancora in una sola direione: utilizziamo molto questa tecnologia per visualizzare i dati, ma poco per generarne di nuovi. Forse, nell’arco di dieci anni, non staremo neppure più di fronte ad un computer, ma gestiremo le nostre attività direttamente in loco, mediante display olografi ci e comandi vocali, un po’ come già vediamo nei fi lm. Ad oggi, tuttavia, questo è ancora un quadro utopico: per le applicazioni concrete vi è infatti ancora molto da fare. Vi sono già vari spunti, ma non ancora soluzioni praticabili per l’industria.

Gli occhiali per dati diventeranno anche il grande portale per far accedere le persone al mondo integrato di macchine e informatica, all’insegna dell’Industria 4.0?

Sì, è uno dei maggiori argomenti in ambito Industria 4.0: oltre alla comunicazione macchina-macchina, pensare anche a quella uomo-macchina. In tale ambito, un’ottica di collaborazione è cruciale: l’uomo esegue un montaggio complesso lavorando assieme ad un robot e i due comunicano e collaborano. In tale quadro, oltre all’implementazione visiva, anche il comando vocale sarà sempre più importante.

L’intera intervista a Philipp Klimant è disponibile all’indirizzo www.boschrexroth.it/scenari-e-tendenze