Marginal Column

Il professore Gunther Reinhart, dopo un’attività dirigenziale nel Reparto Produzione BMW, nel 1993 è stato chiamato alla cattedra di Scienze Aziendali e Tecnologie di Montaggio presso il Politecnico di Monaco di Baviera. Nel 2002 è tornato all’industria, come Responsabile Tecnologie e Mercato per il Gruppo di industria meccanica IWKA. Nel 2007 ha riassunto la cattedra al Politecnico di Monaco di Baviera e, dal 2009, è anche Direttore del Gruppo di Progetto Macchine di Lavorazione Meccatroniche ad Alta Efficienza Energetica dell’Istituto Fraunhofer per le Macchine Utensili e le Tecnologie a Deformazione Plastica, con sede ad Augusta. Il professore è inoltre portavoce dell’Associazione di Ricerca FOREnergy, promossa dalla Fondazione Bavarese per la Ricerca, che effettua studi su concezioni e soluzioni per la fabbrica energeticamente flessibile del futuro

“L’efficienza energetica diverrà parte integrante dell’Industry 4.0.”

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Luglio 2015

 

Intervista a professore Gunther Reinhart, Docente al Politecnico di Monaco di Baviera.

Quale ruolo gioca l’efficienza energetica sulla scena mondiale?

Preferirei parlare in termini di produttività energetica; è un argomento che, a livello globale, ha sempre maggiore importanza. I Paesi scandinavi sono stati i precursori, precedendo la stessa Germania; in Cina, il fattore propulsivo sono le emissioni, lo smog nei grandi centri urbani, ma anche negli Stati Uniti si parla più spesso di tali argomenti. In linea generale, la crescente quota di energie rinnovabili comporta maggiore volatilità nell’offerta di energia elettrica, nell’arco dell’anno e anche della stessa giornata: perciò, anche da parte dei consumatori, occorre maggiore flessibilità energetica. La fabbrica energeticamente flessibile poggia su tre pilastri: sistemi di edificio, inclusi gli accumulatori di energia, sistema di pianificazione e gestione produzione e macchine.

Che cosa significa esattamente “flessibilità energetica”?

Si tratta di evitare i picchi di consumo. Vediamo sempre più spesso come, all’interno delle macchine, l’energia frenante venga recuperata e reinviata ad altre utenze: in futuro, estenderemo tale approccio ad intere fabbriche. Ad esempio, è proprio necessario avviare esattamente nello stesso momento tutti i mandrini di una linea di produzione? Non è forse più sensato avviarli in sequenza, per livellare i consumi?

Quali sono i primi passi da compiere?

Soltanto ciò che si misura si può poi modificare: i misuratori necessari sono già oggi disponibili sul mercato. Penso, quindi, che entro i prossimi cinque anni tutte le nuove macchine saranno dotate degli opportuni sistemi di misurazione. In una seconda fase, si arriverà a trarre know-how da quegli stessi dati.

Come si articola tutto ciò, a livello pratico?

Analizzando tutti i dati energetici di fabbrica, si comprende molto velocemente quali provvedimenti si possano adottare con priorità e contenendo gli investimenti il più possibile. Spesso basta già creare maggiore trasparenza: molto, infatti, dipende dai collaboratori. Diverse esperienze indicano che circa il 30% del consumo energetico si possa ridurre semplicemente modificando alcuni comportamenti.

Su quali sfide tecnologiche ci si sta concentrando attualmente?

Nel campo delle macchine, in questi ultimi anni, abbiamo compiuto notevoli progressi. Le basi per azioni dalle grandi potenzialità sono già state gettate: il passaggio dell’idraulica all’erogazione di potenza proporzionale al fabbisogno, oppure il recupero dell’energia frenante negli azionamenti elettrici. La sfida successiva consisterà nello sviluppare accumulatori di energia più efficienti: in molti laboratori si sta già operando in questa direzione. Mi aspetto molto anche dalle tecnologie a batteria, quando inizierà la produzione di serie grazie alla mobilità elettrica, ma sono molto interessanti anche le concezioni basate su acqua, aria compressa ed energia cinetica.

Quale tendenza vede attualmente?

L’efficienza energetica diverrà parte integrante dell’Industry 4.0. L’integrazione oltre i limiti aziendali è il presupposto per una maggiore flessibilità energetica: in futuro, i sistemi di pianificazione e gestione produzione gestiranno anche l’energia e si scambieranno dati sul fabbisogno di energia elettrica del momento. Smart Factory, Smart Grid e reti elettriche intelligenti cresceranno insieme.