R&D cosmopolita: il Local Engineering assicura vantaggi di concorrenzialità

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L’ambito R&D si sta spostando sempre più verso i mercati locali, diventando così un importante fattore di successo per le aziende globali.

 

Le innovazioni sono l’elisir di lunga vita per ogni impresa del settore tecnologico. I reparti R&D, a loro volta, sono fattori d’innovazione e, in quanto tali, colonne portanti della concorrenzialità. Tuttavia, per raggiungere quest’ultima, occorre essere presenti nelle aree in espansione, ossia vicini ai clienti con personale specializzato e know-how locale. L’ambito R&D va quindi sempre più emancipandosi dalla sede centrale, creando proprie unità locali.

Il richiamo dei Paesi emergenti

In questi ultimi anni le condizioni quadro per tale spostamento sono nettamente migliorate: i costi di informazione, trasporto e coordinamento scendono costantemente, mentre la quota di Paesi emergenti nella produzione mondiale è in costante crescita. Inoltre, negli ultimi dieci anni, tali Paesi hanno guadagnato terreno nella formazione, nella ricerca e nell’impiego di moderne tecnologie. Tali Paesi esercitano quindi una grande forza di attrazione per il Local Engineering: ad esempio, già dal 2010, ogni anno in Cina vi sono più matricole che in UE, Stati Uniti e Giappone messi insieme.

Considerando la sempre migliore formazione in questi Paesi e la crescente esperienza in ambito R&D, questi diventeranno sempre più Competence Center a tutti gli effetti, in grado di sviluppare nuovi prodotti in modo autonomo e decentralizzato, senza doverli adattare al mercato locale.

Una piattaforma anche per il personale

I reparti centrali R&D, meno soggetti alle pressioni del lavoro quotidiano, possono meglio concentrarsi su progetti d’innovazione a lungo termine. Spesso, quindi, in azienda domina ancora una struttura organizzativa centralizzata, in cui l’azienda madre nel Paese d’origine sviluppa le linee basi funzionali di una piattaforma e le controllate all’estero, essenzialmente laboratori R&D orientati ai servizi, adattano i prodotti alle esigenze dei Clienti locali. L’unità locale, infatti, è quella che meglio conosce le esigenze dei clienti in loco; e questo richiede tuttavia, un personale competente.

Per il Local Engineering è importante quindi pensare in termini di piattaforma, non solo per i prodotti, ma anche riguardo agli specialisti in loco. “La chiave per localizzare l’attività è creare piattaforme globali implementandole a livello locale”, afferma Josh Bersin, fondatore della società di consulenza risorse umane Bersin by Deloitte, riferendosi alla struttura del personale delle aziende*. A tale scopo, un chiaro nucleo globale di competenze, presupposti, obiettivi e sistemi software deve dare adeguata flessibilità per offrire formazione ed aggiornamento localizzati, target e soluzioni per gli utenti, risultando così vincente sui mercati del lavoro locali.

Una rete integrata

L’integrazione del nuovo ufficio R&D nell’esistente struttura R&D è di cruciale importanza per evitare inefficienze o sviluppi in parallelo. L’idea di una rete R&D integrata consente di sfruttare al meglio le competenze locali: in tale concezione, ogni ufficio diventa un Competence Center dedicato per un certo prodotto o una certa tecnologia. E in tale ambito di responsabilità, l’ufficio coordina le attività R&D anche su scala globale. Questo approccio promette grande efficienza, processi di apprendimento pertinenti in tutti gli uffici e un positivo effetto combinato di specializzazioni e sinergie. Il professore Hagen Lindstädt, dell’Istituto delle Tecnologie (Karlsruher Institut für Technologie, KIT) di Karlsruhe, prevede grande successo per tali “modelli ibridi”, centralizzati e decentralizzati nel contempo (vedi l’intervista a pagina 12).


* Josh Bersin: “The world is not global, it’s local”. Forbes, 23 aprile 2013, http://onforb.es/14LBeZv