“I modelli aziendali vengono ancora meno.”

Marginal Column
Wolfgang Blome
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Novembre 2015

 

Wolfgang Blome chiede alle parti in causa che l’Industry 4.0 entri effettivamente nella realtà quotidiana delle fabbriche e che le aziende dedichino maggiore attenzione a nuovi modelli aziendali.

L’Industry 4.0 è già oggi una concreta realtà nel settore?

La definizione “Industry 4.0” identifica un obiettivo: il futuro della produzione, integrato e digitalizzato. Nella realtà, ossia su vasta scala, l’Industry 4.0 non è, però, ancora arrivata nelle fabbriche: tutt’oggi operiamo ancora fra i due mondi separati dell’automazione e della rete informatica aziendale. I fattori propulsivi dell’Industry 4.0 sono le tecnologie Internet, che attualmente premono con tutta la loro forza per migrare dal settore

Consumer in quello della produzione. Gli attuali sistemi di automazione rappresentano sistemi chiusi, non basati sulle tecnologie Internet open source; lo stesso vale per i sistemi informatici installati. L’Industry 4.0 potrà cambiare a fondo tutto l’insieme dei processi di produzione se le aziende sapranno raggruppare

in una stessa piattaforma i tre ambiti tecnologici: la rete informatica aziendale, quella in ambito Consumer e quella embedded.

Nel suo stabilimento di Homburg, Bosch Rexroth ha realizzato una linea di produzione improntata all’Industry 4.0, insignita perfino di un premio: questa è senz’altro una realizzazione concreta!

Sì, è una prima applicazione volta a saggiare nella realtà pratica i vantaggi dell’Industry 4.0, a valutarli e a comprovarne l’utilità economica: del resto, chi può dire di conoscere già oggi le possibilità dell’Industry 4.0, in tutte le sue sfaccettature? Tutto questo non si può sfruttare, fin quando se ne parli soltanto. Come per ogni nuova tecnologia, l’utente dovrà impratichirsi anche nelle possibilità dell’Industry 4.0 e scoprirne i vantaggi economici nell’esercizio pratico. Chi inizierà per tempo, si assicurerà un forte vantaggio sulla concorrenza.

Quanto è forte la pressione della concorrenza, soprattutto a livello internazionale?

L’espressione “Industry 4.0” identifica il processo di digitalizzazione in Germania. Il primo esempio di come sia possibile creare nuova crescita grazie alle nuove tecnologie è, come sempre, Apple: la storia di successi dell’azienda ci ha dimostrato come prodotti fisici come l’iPod o l’iPhone possano svilupparsi in un giro d’affari miliardario soltanto con la piattaforma software iTunes,

con un App Store di concezione open source e con Internet. Ciò indica chiaramente quali potenzialità di crescita offra l’impiego di tecnologie Internet, piattaforme cloud e comunicazione real time, anche per il mondo dell’automazione.

L’Industry 4.0 è un campo eterogeneo, composto da tecnologie

informatiche e dell’ambito produzione: quali sono, in

tale ottica, i compiti più impellenti per l’industria?

Consideriamo un esempio dalle tecnologie di automazione: a tutt’oggi, un’unità di controllo con software di engineering viene commercializzata come prodotto personalizzato. È un prodotto specifico per costruttore, che può essere venduto in un solo esemplare per ciascuna macchina. In altri termini, concretamente, il fatturato del rivenditore è vincolato al numero di unità di controllo che possa vendere. Tuttavia, per acquirenti e utenti dell’unità di controllo, non sono i costi d’acquisto, con il loro 30%, ad essere decisivi, ma i costi correnti, che superano il 70% dell’intero ciclo di vita della macchina. Se il prodotto viene seguito sull’intero ciclo di vita, al gestore della macchina si potranno offrire ulteriori servizi, ad esempio per migliorare la produttività. Ciò rende ben chiari i vantaggi dell’Industry 4.0, come nuovo potenziale di crescita per il fornitore di soluzioni di automazione. Per tutto ciò, però, ci occorre un contesto tecnologico standardizzato. Oggigiorno, molti parlano di cloud in

termini di piattaforma dati scalabili; ciò, tuttavia, ha un’utilità concreta se viene utilizzato da molti utenti, contemporaneamente e ad un alto grado di sicurezza dei dati. Le aziende devono aprirsi al mondo, devono comprendere di non poter più disporre dei dati in via esclusiva. Il modello aziendale, quindi, dovrà sfociare in una concezione di Industry 4.0 open source.

Le aziende dovranno quindi aprire al mondo anche i loro processi d’innovazione?

Anche questo dipende dal punto di vista con cui un’azienda guarda all’Industry 4.0: se un fornitore di tecnologia di automazione punta a sviluppare un modello aziendale conforme all’Industry 4.0, dovrà dapprima familiarizzare con gli schemi e le ragioni di essere proprie delle tecnologie Internet. Inoltre, dovrà ragionare su quanto utilizzare di tutto questo per l’automazione di fabbrica. Soltanto in questo modo si potranno ottenere processi d’innovazione open source. Le tecnologie Internet sono tecnologie di validità generale nate dal settore Consumer e non appartengono ad una sola azienda: compreso questo concetto, si potrà allora sviluppare una piattaforma cloud altamente scalabile, come base per applicazioni di Industry 4.0.

Quali ambiti e quali settori sono coinvolti da tutto questo e in quale modo? I produttori in serie e il settore Automotive, dopotutto, hanno requisiti tecnologici diversi dai produttori di esemplari unici o dell’industria dei beni d’investimento.

Senz’altro: i produttori di grande serie, già oggi, otti-

mizzano costantemente i loro processi di produzione. Il discorso è diverso per i produttori di piccole serie, che devono guardare con sempre maggiore attenzione ai costi di realizzazione dei loro prodotti e che in futuro, per produrre pezzi singoli, potrebbero trovare più conveniente una stampante 3D rispetto all’impiego di costosi utensili. Tutti questi produttori, però, pur nelle loro differenze, grazie all’Industry 4.0 potranno gestire la loro produzione in modo intelligente e personalizzato, in base al modello aziendale scelto.

Quali aspetti di tutto ciò saranno decisivi per le PMI? Come potranno rendere, per queste aziende, gli investi-menti nell’Industry 4.0?

A mio parere, per le PMI l’Industry 4.0 sarà un vantaggio, poiché queste nuove tecnologie si basano su tecnologie Internet standardizzate e disponibili a livello generale. Spetterà a queste aziende integrare tali tecnologie nel loro contesto; affi dandosi ad un part-

ner appropriato, potranno poi condurre i loro prodotti in modo mirato nel mondo dell’Industry 4.0. Tutto ciò apre nuovi settori di attività per le PMI, in quanto ora, grazie alle piattaforme cloud, possono utilizzare nuovi dati per fornire nuovi servizi. Per le PMI, i dati disponibili nella cloud rappresentano un grande potenziale d’innovazione. E in questo caso, potranno sfruttare questi nuovi sviluppi esattamente come le grandi aziende.

Esistono già modelli aziendali di successo per l’Industry 4.0?

È una domanda che ci siamo posti anche noi: abbiamo quindi eseguito un’apposita analisi di mercato, interpellando utenti e fornitori dei settori Beni d’investimento, Automazione ed Elettrotecnica. Il risultato? In tutte le aziende si discute attivamente dell’argomento Industry 4.0; la maggior parte delle aziende interpellate vede questo tema come un passaggio evolutivo per l’attuale portfolio di prodotti, più che come una rivoluzione che scuoterà dalle fondamenta le loro abitudini. Tuttavia, questo approccio comporta un rischio: se esita e temporeggia, un’industria può perdere le opportunità. Attualmente sono ancora poche le aziende che stanno testando l’Industry 4.0 in fabbriche pilota. Di conseguenza, si mostrano al pubblico sempre gli stessi progetti pilota, come applicazioni di Industry 4.0. Molto probabilmente, un’azienda che abbia un modello aziendale d’insieme improntato all’Industry 4.0 sarà una new entry in settori consolidati, provenendo da altri settori – e non mi riferisco alle start-up.

Chi inizia già oggi, quindi, potrà ottenere un netto vantaggio sulla concorrenza?

Senza alcun dubbio! Se io fossi il responsabile delle strategie aziendali Industry 4.0 di un’azienda di automazione, riterrei mio compito primario formare un team di esperti misto con know-how negli ambiti Internet ed automazione e sviluppare un convincente modello aziendale da un opportuno insieme di scenari, per poi sperimentarlo con alcuni clienti pilota.

Quali modelli aziendali, a Suo giudizio, possono essere i più adatti per le aziende di automazione?

Le aziende di automazione devono spostare la loro offerta attuale su una piattaforma software cloud-based, come nuova base tecnologica per il portfolio di prodotti hardware che off rono. Per tale piattaforma occorre però defi nire alcune regole, affinché clienti e terze parti possano lavorare in sicurezza. Le aziende, quindi, oltre agli investimenti correnti, dovranno investire ulteriori e notevoli somme per l’azienda del futuro: l’azienda 4.0.