Marginal Column

Prof. Dr. Dr. h. c. mult. Horst Wildemann è promotore e rappresentante degli incontri per il Management di Monaco di Baviera. Il Cost Engineering è stato il tema centrale nell'edizione della primavera 2013.

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Le cinque fasi del Cost Engineering richiedono l'adozione di metodologie e strumenti diversi.
Fonte: TCW Transfer-Centrum GmbH & Co. KG

Intervista con Prof. Wildemann su cost engineering

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“Il Cost Engineering non è un’attività particolarmente amata”

Professor Wildemann, in generale l’argomento cost Engineering è noto; quali sono le nuove nozioni in materia e gli approcci, le metodologie e le tecniche più efficaci?

Dietro all’espressione “Cost Engineering”, intesa come pianificazione e stima unitarie dei costi, si celano approcci integralmente nuovi: in passato, ci si concentrava esclusivamente sulla riduzione dei costi, senza considerare le esigenze della clientela. Ciò consentiva senz’altro risparmi a breve termine, ma nel lungo periodo andava a scapito della qualità dei prodotti: la produzione a buon mercato, infatti, causava difetti, che a loro volta allontanavano i clienti.

Da tali esperienze si imparò che non sempre un risparmio apparente fosse tale anche nei fatti: partendo da questo presupposto, agli Incontri per il Management di Monaco di Baviera (Münchner Management Kolloquium, MMK) di quest’anno, ci siamo concentrati sullo strutturare il valore del cliente. In altri termini, soddisfare le esigenze dei clienti a costi minimi. Per ottenere tutto ciò occorrono nuove metodologie, quali ad esempio l’analisi congiunta (considerazione unitaria delle esigenze dei clienti e osservazione delle loro reazioni), la Product Clinic, il calcolo dei costi funzionali o l’analisi a distanza, per posizionare i prodotti e rilevare la capacità di sovrapprezzo dei loro equipaggiamenti.

A quali aspetti devono badare le aziende nell’implementazione pratica del cost Engineering? Quali sono, in base alla Sua esperienza, i principali fattori di successo nell’implementazione?

Il Cost Engineering non è un’attività particolarmente amata: esso, quindi, richiede il supporto del Top Management. Inoltre, per consentire un Cost Engineering efficace, le condizioni qua dro devono corrispondere. A tutt’oggi, molti progetti di Cost Engineering finiscono per naufragare. Le ragioni, in genere, sono simili: costi e tempi dei progetti non vengono definiti con chiarezza; una ripartizione vaga delle responsabilità e la limitazione delle attività quotidiane riducono le risorse disponibili fra le persone coinvolte; limiti di competenza e uno scarso dialogo fra reparti impediscono una collaborazione trasversale e funzionale; spesso, poi, mancano le conoscenze e le esperienze necessarie per applicare concezioni e metodologie. Per ottenere buoni risultati, occorre che il Cost Engineering sia ben radicato, in modo permanente, nell’organizzazione e nella mentalità dei collaboratori, al di là dei singoli progetti.

Il cost Engineering è scalabile? In altri termini, può andare a vantaggio anche di piccole e medie aziende eventualmente operanti soltanto su mercati locali?

Dalle nostre analisi risulta che, a tutt’oggi il 40% dei fallimenti dei prodotti siano riconducibili al mancato adempimento delle esigenze dei clienti. Le piccole e medie aziende, proprio come quelle grandi, necessitano di approcci volti ad identificare le esigenze dei clienti, che andranno poi tramutate in prodotti. Il Cost Engineering è d’aiuto in quest’ambito, indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda. Nelle aziende di respiro globale, i requisiti e la complessità di tale compito variano in base alle esigenze locali della clientela riguardo a prezzi, funzionalità e, non da ultimo, qualità dei prodotti.

Quali impressioni ha tratto sull’argomento dagli mmK di quest’anno? Vi sono state sorprese, nozioni nuove?

Innanzitutto, sono stato positivamente colpito dalla risonanza della manifestazione. L’interesse di aziende e media precedente e successivo agli incontri dimostra che l’approccio del Cost Engineering sia al passo coi tempi. A chi intende essere competitivo, occorrono prima di tutto prodotti che creino vantaggi per il cliente. Per guadagnare da tale situazione, naturalmente, occorre non perdere di vista la capacità di sovrapprezzo delle funzionalità tecniche. Per quanto tutto ciò possa apparire ovvio, in ultima analisi sono questi gli elementi cruciali della competitività.