Marginal Column

Karthik Sundaram è analista industriale per la società di consulenza aziendale Frost & Sullivan. Con il suo team, l’esperto è responsabile per l’attuale indagine “Strategic Analysis of Global Machine Safety Market”.

Intervista con Karthik Sundaram sulla sicurezza delle macchine

„Gli utenti devono richiedere prodotti di sicurezza con maggior forza: non tanto per adempiere alle prescrizioni, quanto come opportunità per introdurre innovazioni nelle loro aziende.“

 

Quali sono i principali fattori propulsivi per la sicurezza delle macchine nel mercato globale dei costruttori del settore?

I fattori propulsivi che vediamo sono essenzialmente tre, fattori che influiscono tangibilmente sullo sviluppo. Nel mercato globale delle industrie meccaniche, il grande elemento di impulso per la sicurezza delle macchine sono gli stringenti requisiti di sicurezza e ciò sarà anche nel decennio a venire, come confermano tutti i costruttori e fornitori che abbiamo contattato per l’indagine. Inoltre, il continuo spostamento della produzione dai Paesi già industrializzati a quelli emergenti come Cina, India o Brasile crea un fruttuoso quadro di opportunità per la sicurezza delle macchine.

Altro aspetto importante, la sempre maggiore consapevolezza globale riguardo alla tutela dei dipendenti: in tale ambito, per i prossimi anni, sono prevedibili importanti investimenti, nei Paesi sviluppati come in quelli emergenti.

Quale correlazione esiste fra questi fattori propulsivi e i cosiddetti “megatrend”?

Ritengo che il megatrend “Sicurezza”, che include anche l’ambito “Cyber Security”, porterà nei prossimi anni ad una crescente regolamentazione globale e a nuovi standard, al di là delle singole regioni. Sarà una grande spinta propulsiva anche per i fornitori di sicurezza macchine, che a sua volta rafforzerà la crescita di questo mercato.

Quali particolarità si incontrano nei Paesi emergenti? Vi si ritrovano fattori propulsivi specifici?

Come già abbiamo visto, è soprattutto lo spostamento della produzione verso tali Paesi ad offrire opportunità ai fornitori di sicurezza macchine. In alcuni Paesi, tuttavia, ad esempio in Sud America, norme e disposizioni di sicurezza macchine non vengono implementate con particolare attenzione. In tali realtà, questo aspetto, con poca lungimiranza, è visto più come ostacolo che come fattore propulsivo; si tratta, comunque, sostanzialmente di un’eccezione.

Come si presenta tutto ciò per gli utenti dei Paesi emergenti? (Come si presenta la situazione per gli utenti dei Paesi emergenti?)

Naturalmente conosco molto bene il mercato indiano e so altrettanto bene che le cose vanno in modo simile in altri Paesi, come ad esempio in Cina: dove si parla di sicurezza, gli utenti mostrano una certa ritrosia. In quella parte del mondo l’approccio europeo, che valuta piuttosto positivamente le misure di sicurezza sul lavoro e di tutela ambientale, non è quello prevalente. Gli utenti considerano gli investimenti in sicurezza macchine come un inutile fardello, in cui non ravvisano alcun reale Return on Investment (ritorno sugli investimenti). Pertanto, finché i governi non eserciteranno una reale pressione in quella direzione, nulla è destinato a cambiare. Per contro, siccome ormai sempre più aziende dei Paesi industrializzati delocalizzano la produzione verso quelli emergenti, riteniamo che ciò potrebbe accelerare l’introduzione di ulteriori ordinanze.

Le aziende dei Paesi industrializzati possono quindi promuovere le condizioni di sicurezza macchine, impegnandosi nei Paesi emergenti?

Il terribile disastro dello stabilimento chimico di Bhopal, risalente ormai a trent’anni fa, ha fortemente cambiato il modo in cui gli indiani vedono le aziende estere che desiderano impegnarsi in quest’area: da tali aziende, ora ci aspettiamo un’adeguata tutela dei dipendenti negli stabilimenti. Tali investimenti, peraltro abitualmente stanziati dalle aziende nei loro Paesi d’origine, sono comunque ben superiori a quelli delle imprese locali. In questo senso, le aziende dei Paesi industrializzati hanno effettivamente un influsso positivo sulla sicurezza macchine nei Paesi emergenti.

Quali effetti esercita sugli utenti il crescere delle ordinanze nell’ambito sicurezza macchine?

Nei Paesi industrializzati le ordinanze vengono emanate a livello centrale e influiscono fortemente sul mercato: in Europa, ad esempio, la Norma ISO 13849. Tali norme hanno dato una forte spinta all’implementazione delle ordinanze di sicurezza macchine. Quanto ai Paesi emergenti, come già abbiamo visto, il quadro non è altrettanto netto, ma le cose sono destinate a cambiare nei prossimi anni.

Che cosa significa tutto ciò per i fornitori di prodotti per sicurezza macchine?

Per loro sarà decisivo offrire prodotti che non soltanto migliorino la sicurezza delle macchine, ma ne incrementino anche l’efficienza e la produttività: occorrerà cambiare mentalità, adottando una visione globale.

A quanto stima ammonti la domanda globale di riequipaggiamento delle macchine?

Nel nostro studio abbiamo scoperto che esiste un’enorme domanda di riequipaggiamento soprattutto in Nord America, dove nuove ordinanze hanno reso obsoleti i sistemi di sicurezza esistenti: secondo una nostra valutazione, tutto ciò si traduce in ricavi complessivi da circa 100 milioni di dollari all’anno. Anche in Europa si rileva una forte domanda. Quanto alla sicurezza macchine dei Paesi emergenti, poiché molti di essi sono ancora agli inizi, non vi è domanda di riequipaggiamento.

Può già notare una nuova consapevolezza fra i costruttori del ramo riguardo alla sicurezza delle macchine?

La consapevolezza della posta in gioco e degli effetti che possano avere investimenti inadeguati nella sicurezza macchine è già estremamente alta: gli utenti, infatti, non vogliono assolutamente trovarsi sotto pressione, da parte dei governi o dei dipendenti. Nell’arco dei prossimi anni, tale consapevolezza si rafforzerà ulteriormente.

Le sfide cruciali nel mercato della sicurezza macchine.

 

I vari settori presentano diversi gradi di sviluppo riguardo alla sfida della sicurezza macchine?

Le industrie automobilistiche, alimentari, elettroniche e farmaceutiche hanno già fatto grandi passi in avanti in questo senso: ciò soprattutto in quanto le carenze di sicurezza in tali settori compromettono la qualità dei prodotti, impattando direttamente sul consumatore. Per contro, vi sono ancora grandi potenzialità di sviluppo nel settore delle macchine utensili, nell’industria del packaging e in quella della lavorazione dei materiali; anche in tali ambiti, comunque, la sicurezza sul lavoro sta crescendo di importanza.

Quali trend tecnologici si possono osservare nel mercato della sicurezza macchine?

Nell’automazione di macchina stiamo attualmente assistendo ad una rivoluzione negli ambiti integrazione e software, tendenza, questa, che si manterrà nei prossimi anni. Indipendentemente da PLC, azionamenti o soluzioni idrauliche, nuovi tipi di comunicazione e sistemi di sicurezza integrati influiranno enormemente sul mercato; si affermeranno con chiarezza nuovi standard.

Vi sono, in tale ambito, differenze regionali riconoscibili?

Anche qui, le cose stanno come con qualsiasi trend tecnologico: una nuova tecnologia si afferma inizialmente in Europa, poco dopo in Nord America, per poi fare la sua comparsa in Asia e nei Paesi emergenti. Il grande numero di regolamenti e leggi per la tutela dell’ambiente nei Paesi industrializzati riprenderà tale sviluppo anche nella sicurezza macchine: nel 2011, ad esempio, un terzo dei ricavi nel mercato della sicurezza macchine sono stati realizzati in Europa e, nel breve termine, nulla fa presagire che il quadro possa cambiare.

I prodotti attualmente disponibili rispondono ai trend di cui stiamo parlando, nonché alle esigenze degli utenti?

Sì e no: questo settore di mercato è ancora un mercato di fornitori. Sebbene ordinanze e standard abbiano impresso una forte spinta, gli utenti, oggi come in passato, implementano soluzioni di grandi fornitori. Vi è, tuttavia, ampio spazio per funzionalità estese e molti sono i prodotti collocabili in ambito sicurezza macchine. Ad esempio, i PLC di sicurezza possono fare ben più di quanto strettamente necessario. Per gli utenti, maggiori requisiti di sicurezza macchine sono sinonimo di maggiore impiego di capitale e minore ritorno sugli investimenti: è una filosofia che deve cambiare. Lo ribadisco a costo di ripetermi, data l’importanza della cosa: in quest’ambito, i fornitori devono maggiormente concentrarsi sulla produttività.

Che cosa richiedono maggiormente gli OEM ai fornitori: componenti o sistemi integrati?

Dipende dal settore: un costruttore di macchine utensili tenderà a richiedere una soluzione integrata; uno dell’industria alimentare, più probabilmente, componenti. Ad un livello superiore, si può affermare che la domanda di soluzioni integrate sia in crescita, ma anche quella di componenti è destinata a mantenersi.

Come potrebbe influire l’Industria 4.0 sul mercato della sicurezza delle macchine?

Questo concetto di industria integrata punta su un’armoniosa architettura di sistema industriale, in cui tutti i componenti possano interagire. Ciò potrebbe influire sul mercato in quanto potrebbero nascere prodotti sicuri e integrabili a tutti i livelli del processo di produzione, tali, quindi, da migliorare la sicurezza.

Quali opportunità e quali rischi comporta questo ambito per gli utenti?

Gli utenti devono richiedere prodotti di sicurezza con maggior forza: non tanto per adempiere alle prescrizioni, quanto come opportunità per introdurre innovazioni nelle loro aziende. Quanto ai rischi, noi non ne vediamo. Anzi: tutto considerato, la sicurezza delle macchine crea una solida base per ridurli al minimo e per ottenere guadagni in modo estremamente duraturo.

E come si presenta la situazione per gli OEM?

In tale ambito, secondo noi, non vi sono differenze riconoscibili.

Esiste un trend di consolidamento dei fornitori nel mercato della sicurezza macchine?

Tra i fornitori, un consolidamento a livello Tier 2 e Tier 3 è già avvenuto negli scorsi cinque-otto anni e ciò proseguirà in tale direzione; anche le aziende Tier 2, comunque, manterranno la loro legittimità e continueranno ad esistere. In tutto ciò, non rileviamo alcuna tendenza opposta.

L’Europa e gli Stati Uniti stanno attualmente discutendo di un accordo di libero scambio, comprendente anche norme unificate di sicurezza macchine. Ritiene che la politica debba intervenire con maggior forza in questo campo? E tutto ciò potrebbe dare al mercato ancora maggiore impulso?

Nella mia personale opinione, la politica dovrebbe creare le ordinanze e gli standard fondamentali di sicurezza sul lavoro o di tutela ambientale: in questa prospettiva, tali accordi sono senz’altro positivi; qualsiasi ulteriore intervento, tuttavia, crea solamente spinte di breve durata. Nel lungo termine, anzi, procedere in questo modo può perfino ostacolare il mercato, ad esempio spaventando gli investitori stranieri con regole di mercato più severe.