Sicurezza delle macchine

 

Una tutela per il personale che dà slancio ai mercati.

 

Uomini e macchine sono sempre più vicini. Ma oltre ad incrementare la produttività, questa complessa integrazione fa aumentare anche i rischi. Con una moderna concezione di sicurezza per le macchine, tale rischio può essere ridotto al minimo. La tutela del personale è un principio fondamentale, implementato in ogni area del mondo con sempre maggiore coerenza, mediante norme e standard appositi. Perciò, saper garantire una sicurezza per le macchine economica e conforme alle normative è un vero e proprio biglietto da visita nei mercati mondiali. E chi non tiene il passo, resta purtroppo tagliato fuori. D’altro canto, l’impervio tema della sicurezza delle macchine può dimostrarsi terreno fertile per nuove tecnologie: disposizioni sempre più severe, infatti, accelerano i processi di innovazione. Considerando la macchina unitariamente, nell’ottica dell’intero processo, anche la produttività, oltre alla sicurezza, può trarre vantaggio.

Nell’ambito sicurezza delle macchine è la dimensione globale a rendere il tema così impegnativo per costruttori e importatori. Praticamente tutti i Paesi industrializzati, tradizionali o emergenti che siano, negli ultimi decenni hanno introdotto gli standard di sicurezza più svariati, aggiornandoli e inasprendoli in più occasioni. Inoltre, la varietà domina non solo negli standard, ma anche nelle modalità di accesso ai mercati. Ad esempio, l’Unione Europea segue un modello liberale, basato sulla responsabilità personale di costruttori e importatori: dichiarando, sotto loro responsabilità, la conformità del prodotto fornito alle direttive, questi ottengono in cambio un accesso snello e rapido al mercato europeo. Per contro, il costruttore deve avere notevole competenza nell’ambito collaudi e, in caso di danni, affronta un alto rischio di responsabilità. Il rispetto delle direttive viene regolarmente verificato da apposite autorità UE.

Anche negli Stati Uniti vige un libero accesso al mercato, ma regolato da severe norme di sicurezza sul lavoro: varcando il confine statunitense, il costruttore non deve adempiere a requisiti di sicurezza generali; tuttavia, per la messa in servizio a livello locale, sono obbligatori attestati di controllo da parte di un’Autorità di certificazione. Inoltre, autorità locali per la sicurezza sul lavoro possono porre ulteriori requisiti. Cina e Russia, invece, puntano su un modello di accesso restrittivo, basato su omologazioni dei prodotti con certificazione obbligatoria. Tali disposizioni vengono controllate dallo Stato al momento dell’ingresso nel mercato, di regola, quindi, tramite le autorità doganali.

La certificazione, senza dubbio, presenta alcuni vantaggi: ad esempio, consente un controllo più severo, bloccando già al confine di Stato i prodotti potenzialmente non sicuri. Non obbliga, inoltre, il costruttore a disporre di competenze proprie in ambito collaudi e ne riduce la responsabilità in caso di danni. Tuttavia, l’impegno burocratico e di tempo è notevole e l’ingresso nel mercato può, quindi, tardare. Inoltre, il costruttore deve rivelare all’Ente di certificazione il proprio know-how tecnologico.

 

Nell’ambito degli standard, il quadro è quindi assai variegato. E spesso, svilupparli uniformemente vicini alle applicazioni pratiche e alle realtà tecnologiche non è semplice, come conferma Chris Tettero: “Redigere uno standard sulla carta è una cosa; implementarlo in un progetto concreto, però, è tutt’altra.” Tettero fa parte di un team del Ministero delle Infrastrutture e dell’Ambiente in Olanda responsabile per la sicurezza di chiuse e ponti mobili. Per cinque anni ha lavorato a un nuovo standard di sicurezza olandese per ponti mobili, che va a sostituire le precedenti normative, perché vecchie ormai da più di dieci anni. Uno dei compiti al centro dell’attenzione è sicuramente la valutazione del rischio: “A mio parere, i costruttori e i proprietari dovrebbero incontrarsi per confrontarsi sull’argomento “.

Il sistema normativo dell’Unione Europea funge da modello su scala globale; tuttavia, la conformità alle normative europee non garantisce automaticamente l’accesso a tutti i mercati. “In Brasile, molti standard di sicurezza corrispondono alle normative europee; in alcuni ambiti, essi sono persino più severi rispetto all’UE”, ci spiega Rodrigo Rodrigues, che in qualità di rappresentante Bosch Rexroth in Brasile presta consiglio alle Commissioni Sicurezza nazionali. Prendiamo come riferimento la nuova ordinanza NR12: essa dispone il retrofitting di vecchie macchine, per alcuni tipi, come ad esempio le presse, persino senza periodo di transizione.

Anche la Cina, per le sue regole in ambito “Sicurezza macchine”, ha acquisito molti standard dal quadro normativo europeo: oltre 400 standard internazionali sono stati trasposti in direttive nazionali. Tali standard, tuttavia, spesso non sono più aggiornati ai livelli europei, oppure, in alcuni casi, sono stati fortemente modificati dai cinesi. Gli importatori hanno quindi molto da fare per ottenere certificati e omologazioni. Le dimensioni hanno il volume di circa cinque milioni di macchine utensili importate e di infiniti componenti per l’industria meccanica cinese: valore, questo, raggiunto già da alcuni anni e in ulteriore crescita.

Anche i costruttori cinesi di respiro globale, peraltro, conoscono tale problematica: quando intendono esportare le loro macchine in Europa, negli Stati Uniti o in Brasile, essi devono infatti adempiere ai vari requisiti di mercato. “Per noi, come partner tecnologico responsabile, la sicurezza delle macchine è un aspetto primario, nello sviluppo e nel Quality Management, ma anche come valore aggiunto per i nostri clienti”, rimarca Fowai Lau, Direttore Bosch Rexroth per la Cina. Con la serie di eventi interni “Safety on Board for Managers”, che ha debuttato a Pechino a febbraio 2013, i principi base della sicurezza macchine sono stati saldamente radicati in azienda.

Questo scontrarsi fra diversissimi modelli di accesso al mercato e standard di sicurezza rappresenta una grande sfida, soprattutto per i piccoli e medi fornitori. Chi intende essere presente in tutte le aree economicamente interessanti, deve quindi essere molto versatile e armarsi di pazienza: sebbene alcune tendenze di armonizzazione fra standard si possano rilevare, i meccanismi dello scenario internazionale, fatto di culture ed esigenze diverse, si muovono lentamente. Tuttavia, su scala globale, una moderna concezione di sicurezza delle macchine è destinata ad affermarsi, poiché oltre al compito centrale, ossia tutelare il personale, essa incrementa anche comfort e produttività. E la stessa industria integrata, senza sicurezza delle macchine, non sarebbe davvero immaginabile.

Safety on Board

 

Con prodotti sicuri, consulenze approfondite e una concreta trasmissione di know-how, Bosch Rexroth supporta ormai da molti anni i costruttori di macchine e gli utenti finali nell’adempiere alle loro responsabilità di tutela verso uomini e macchine, in modo economico e conforme alle normative. Appositi programmi di training, pensati su misura per le singole esigenze dei mercati internazionali, mantengono gli utenti sempre aggiornati. I nostri esperti, presenti a livello globale, considerano la tecnica di sicurezza nel suo insieme, ottenendo così, oltre ad una maggiore sicurezza, anche migliori performance, una maggiore ergonomia di lavoro, minori tempi di fermo e maggiore flessibilità come,ad esempio, nell’ammodernamento di un laminatoio nella cittadina tedesca di Wickede. Qui gli specialisti in ambito Safety di Bosch Rexroth, al fianco dell’utente con le loro consulenze, hanno programmato il controllo di sicurezza per tre macchine di costruttori diversi.

Per esaurienti informazioni su un’intelligente ed economica implementazione della sicurezza macchine, consultare il seguente indirizzo:www.boschrexroth.com/machinesafety