Marginal Column

Continente in fase di riveglio

La crescita economica dell’Africa procede ininterrottamente. Il motivo non è solamente da ricercarsi nella ricchezza di materie prime.

 

Gli esperti della Banca Mondiale vedono oggi l’Africa nella stessa posizione in cui si trovava l’Asia 20-25 anni fa. L’economia africana cresce con intensità e continuità, anche se si riscontrano ancora rilevanti differenze all’interno di questo enorme continente, che ospita oltre un miliardo di persone in 54 stati. Nell’intero continente il Prodotto Interno Lordo reale (PIL) è cresciuto annualmente del 5,3% tra il 2001 e il 2011. Un confronto: l’Eurozona ha raggiunto, nello stesso lasso di tempo, una crescita media leggermente superiore all’1%. È degno di nota il fatto che, durante questo periodo, tutti gli stati africani fino allo Zimbabwe abbiano registrato uno sviluppo economico positivo.

 

Ricchezza di materie prime e diversificazione

La forza trainante per molte delle nazioni che hanno fatto registrare una crescita economica è da ricercarsi nella ricchezza di materie prime. Gran parte della crescita economica è imputabile all’incremento dei prezzi di petrolio e gas. La Nigeria è ad esempio lo stato numero uno dell’Africa quale esportatore di petrolio, per il quale le esportazioni hanno raggiunto la cifra di oltre due milioni di barili al giorno. La nazione mostra che, a prescindere dal business con le ricchezze del sottosuolo, è possibile trarre profitto anche da altre settori economici.

In particolar modo il settore delle banche e delle telecomunicazioni sono in crescita non per ultimo grazie alle riforme economiche, sulle quali ci si è impegnati molto sin dal 2008. Oltre al petrolio, l’Africa dispone soprattutto di gas, minerali e, in minor misura, di minerali metallici quali cobalto e coltan, che trovano ad esempio impiego nel settore delle apparecchiature elettroniche. Tuttavia, secondo uno studio McKinsey, la ricchezza di materie prime può spiegare solo in parte la crescita del PIL africano. Due terzi della crescita possono essere ricondotti ad altri settori dell’economia, come il commercio all’ingrosso e al dettaglio, l’agricoltura oppure il sistema dei trasporti.

Paesi di successo come l’Egitto, il Marocco, il Sudafrica e la Tunisia sono riusciti a diversificare la propria economia. Le materie prime e l’industria agraria hanno perso in questo caso di significato, mentre l’industria di converting e il settore dei servizi sono in crescita. Prendiamo ad esempio il settore telecomunicazioni: in questo periodo, sul continente sono 400 milioni le persone in possesso di un telefono cellulare. Questo, attraverso il semplice “Mobile Banking”, ha aperto alla popolazione l’accesso al sistema bancario e ha consentito la partecipazione attiva di tutti all’economia africana. Il numero delle connessioni Internet negli ultimi dieci anni è aumento del 2.000%.

Cambiamento della società

Secondo la African Development Bank, il ceto medio africano dal 1980 è cresciuto annualmente del 3,1% e comprende oggi quasi 350 milioni di persone. Quindi è cresciuto in modo decisamente più significativo rispetto alla popolazione complessiva, la quale nel lasso di tempo preso in considerazione è aumentata del 2,1%. Questo sviluppo è importante, poiché un ceto medio forte aumenta la domanda interna, consentendo la creazione di propri operatori economici e affrancando a lungo andare il Paese dalla domanda di materie prime del mercato mondiale.

Una grande sfida dell’Africa è rappresentata dalla sua de mografia. La Fondazione Tedesca per la Popolazione Mondiale (DSW) stima che l’attuale popolazione mondiale del continente, pari ad un miliardo di abitanti, crescerà fino a 3,6 miliardi entro il 2100. Questa forte crescita della popolazione comporta dei rischi, ma anche delle opportunità. Renderà più difficile l’approvvigionamento dei generi alimentari e graverà su di un’infrastruttura in parte ancora fragile. Se, tuttavia, risulterà possibile garantire una buona istruzione ai molti giovani presenti nel Paese, questa natalità metterà a disposizione un elevato potenziale di manodopera. Ciò ha indotto molti governi africani a collocare la politica educativa in un posto di rilievo nei loro programmi.

L’infrastruttura è decisiva

Un campo molto promettente per un’ulteriore sviluppo positivo dell’Africa è il settore delle energie rinnovabili. L’energia solare e quella idraulica, ancora poco sfruttate, possono ad esempio dare il via ad esportazioni nel settore dell’energia sotto forma di gas e petrolio. Visto che spesso l’energia elettrica viene ricavata sfruttando le energie rinnovabili adatte anche per fornire energia alla maggior parte del continente stesso. Ciò potrebbe creare nuovi posti di lavoro, poiché il know-how locale sarebbe necessario per poter installare ed eseguire la manutenzione degli impianti. Lo sviluppo delle vie di trasporto, il migliore approvvigionamento delle risorse nonché la fine dei conflitti regionali e una crescente stabilità politica possono far sì che l’Africa possa continuare per il suo cammino.

Un continente dalle molte sfaccettature

Parlare di “Africa” è altrettanto difficile che parlare di “Asia” o “Europa”. Mentre l’Europa consta di 46 stati nazionali, nei quali oltre 700 milioni di abitanti parlano circa 225 lingue, l’Africa presenta una varietà ancora maggiore: in questo continente, in 54 nazioni, vive oltre un miliardo di persone, le quali parlano più di 2.000 lingue diverse. Sussistono grandi diversità di carattere economico, sia tra le nazioni che all’interno delle stesse. Namibia e Sudafrica sono, a livello mondiale, i Paesi con le disuguaglianze più estreme per quanto concerne la distribuzione del reddito tra la popolazione. Grande è anche il margine di fluttuazione del Prodotto Interno Lordo negli stati africani: rispetto alla Repubblica Democratica del Congo, con un PIL pro capite di 352 dollari, il Sudafrica, con un PIL pro capite di 10.223 dollari, risulta relativamente ricco.