Marginal Column

Il Prof. Dr. Ing. Sascha Stowasser è Direttore dell’Institut für angewandte Arbeitswissenschaft e.V. (ifaa) (Istituto di Scienze del Lavoro Applicate) di Düsseldorf e libero docente presso l’Istituto Politecnico di Karlsruhe.

L’ifaa effettua ricerche e presta servizi nell’ambito delle scienze del lavoro e dell’organizzazione aziendale, con l’obiettivo primario di aumentare la produttività; inoltre, l’Istituto collabora strettamente con l’industria elettrotecnica e della lavorazione del metallo.

I cambiamenti demografici

“Che cosa accade ad un’impresa che non è pronta ad affrontare questi cambiamenti?”

 

Professor Stowasser, quando e in quale modo agiranno gli effetti dei cambiamenti demografici?

Il numero di collaboratori anziani e la loro quota sul totale dei dipendenti aumenteranno sensibilmente: le scienze demografiche forniscono dati certi al riguardo. Da oggi al 2050, la popolazione europea, nonostante l’immigrazione, si ridurrà di 50 milioni di persone. E già nel 2020, la competizione per le forze lavoro più giovani sarà molto più forte rispetto ad oggi. Al contempo, con il congedo dei collaboratori più anziani, le aziende perderanno una rilevante quota di know-how. Da cui, la domanda: che cosa accade ad un’impresa che non si prepari a questo passaggio di consegne?

Come dovrebbero prepararsi, quindi, le imprese?

Limitarsi a prendere provvedimenti senza particolare cognizione di causa non è senz’altro la soluzione. Soprattutto le medie imprese devono valutare con molta precisione quali collaboratori occorrano loro per assicurare a lungo termine le strategie aziendali. Al contempo, un’analisi della struttura anagrafica indica ciò a cui l’impresa deve concretamente prepararsi: in un’azienda, ad esempio, abbiamo rilevato che, per ragioni di età, nei prossimi dieci anni verrà smantellato un intero reparto. Ma una volta giunto quel momento, sempre dal punto di vista aziendale, avrà senso mantenere l’attività in house? E in caso affermativo, attuando quali provvedimenti?

Che cosa possono fare le imprese per mantenere l’efficienza operativa dei collaboratori più anziani?

Le aziende devono offrire nuovi modelli di qualificazione in forma di apprendimento permanente e rafforzare il legame dei collaboratori all’azienda stessa. In futuro ci occorreranno ancora più collaboratori disposti ad evolvere la propria professionalità nell’arco dell’intera vita lavorativa. Chi interrompe il processo per dieci o vent’anni, è ormai disabituato ad apprendere. Importante è mantenere ora i collaboratori adatti, offrendo loro prospettive, ad esempio modelli ad orari di lavoro flessibili.

Le imprese dovrebbero già ora investire maggiormente in postazioni di lavoro ergonomiche per i collaboratori più anziani?

Perché mai solo per quelli più anziani? Non dimentichi i giovani, che saranno gli anziani di domani. Negli scorsi anni abbiamo compiuto grandi passi in avanti in ambito ergonomico, ma spesso avvertiamo gli effetti soltanto dieci anni dopo, o più ancora.

Vi sono anche opportunità in questo sviluppo demografico?

Squadre di età mista selezionate con accortezza possono combinare le caratteristiche migliori di entrambi i gruppi di età: forza fisica, prontezza e velocità nei più giovani; calma, affidabilità e orientamento alla qualità, spesso più spiccate fra i più anziani.