Marginal Column

Masse in movimento

Da sessant’anni, l’idraulica Rexroth muove il mondo.

 

Il portfolio di prodotti per l'idraulica del 1953.

Nel 1953, alcune aziende tedesche decisero di rendersi indipendenti, per andare alla conquista dell’oleoidraulica: la fonderia Rexroth, con sede a Lohr, presentò le sue prime valvole idrauliche; Bosch, a Stoccarda, iniziò la produzione di una pompa ad ingranaggi esterni per trattori agricoli; la Hydromatik di Ulm sviluppò pompe per alta pressione, mentre la Brueninghaus di Werdohl allestì una produzione di unità a pistoni assiali. Oggi, sessant’anni dopo, queste ditte hanno unito le loro competenze di idraulica in Bosch Rexroth.

Gli specialisti rimasero favorevolmente impressionati dai cilindri, dalle valvole e dalle elevate pressioni di lavoro della ghisa prodotta a Lohr. Rexroth ottenne quindi, nel 1956, la commessa per equipaggiare il primo laminatoio completamente idraulico d’Europa, a Völklingen. Con la sua pompa ad ingranaggi, Bosch spinse la meccanizzazione dell’agricoltura; progressi tecnici, quali ad esempio la doppia compensazione radiale, incrementarono il rendimento fino al 90% nell’arco di un decennio, segnando la definitiva affermazione dell’idraulica mobile in ambito agricolo. Nei primi anni ’60, l’azienda fu la prima ad impiegare blocchi di valvole ed idraulica ad alta pressione, assicurandosi per il futuro la leadership nell’industria delle grandi escavatrici.

Già a metà degli anni ’60, l’industria richiedeva valvole On/Off che consentissero di impostare con flessibilità pressione e portata del fluido: Rexroth sviluppò quindi, nel 1966, l’elettronica per il comando di un avvolgitore idraulico. Era la nascita dell’elettroidraulica, che iniziò la sua marcia trionfale anche nelle macchine utensili industriali. Con l’andare del tempo, sensori, amplificatori e regolatori assunsero sempre più funzioni nell’idraulica. Nel 1979, Rexroth presentò il primo servomotore AC per l’industria, esente da manutenzione.

Otto anni dopo, 212 cilindri idraulici a controllo CNC diedero dimostrazione del loro livello di precisione: nel giacimento petrolifero norvegese di Ekofisk, essi sollevarono a sei metri d’altezza cinque piattaforme di estrazione calate in profondità, con una precisione di sincronismo pari a tre millimetri.

Già nel 1997, l’idraulica di lavoro Rexroth azionava una pala da 800 tonnellate per l’estrazione in una cava di roccia bituminosa in Canada; per gli ingegneri, tuttavia, l’obiettivo primario era ridurre le dimensioni ed aumentare la potenza. In tale ottica, era sempre più importante un’interazione precisa e controllata fra gestione del motore Diesel, idraulica di lavoro, trasmissione di marcia e unità ausiliarie.

Negli anni ’90, furono sviluppati i protocolli fieldbus per le unità di controllo assi programmabili mentre le pompe e valvole integrarono moduli di regolazione. Gli ultimi anni sono invece stati dominati dai temi di efficienza energetica, digitalizzazione e soluzioni di sistema. Il Diesel Hydraulic Control collega trasmissione e funzionalità di lavoro; lo Hydraulic Fly Wheel accumula energia quando non viene impiegata, per erogarla nuovamente nel momento adatto.

Fra gli altri vantaggi, queste efficienti tecnologie consentono alle macchine operatrici Diesel di adempiere alle sempre più severe normative di legge sulle emissioni. Quanto agli impianti industriali, il sistema di azionamento Sytronix con pompa a giri variabili orienta il trend verso soluzioni efficienti sul tema del risparmio energetico. Anche in futuro, i cruciali fattori d’innovazione nell’idraulica saranno unità di controllo intelligenti, azionamenti con regolazione sul motore ed approcci olistico di sistema.