“Il futuro si può pianificare”

Marginal Column

La Docente universitaria Marion A. Weissenberger-Eibl si occupa di ricerche su trend futuri fin dal 2000. Da sette anni è Direttrice dell’Istituto Fraunhofer per le Ricerche in ambito Sistemi e Innovazione (Institut für System- und Innovationsforschung, ISI) di Karlsruhe. La Docente detiene inoltre lala cattedra di Innovation & Technology Management presso l’Institute for Entrepreneurship, Technology Management and Innovation (EnTechnon) dell’Istituto delle Tecnologie (Karlsruher Institut für Technologie, KIT) di Karlsruhe.

Comunicazione integrata, Cloud Computing, linee di produzione a monitoraggio autonomo: le innovazioni tecniche influiscono sulla vita di tutti noi. Che in un futuro prossimo la tecnologia sia destinata a dominarci completamente? “No”, ci risponde la Docente universitaria Marion A. Weissenberger-Eibl.

 

È possibile pianificare il futuro?

In realtà, per ogni innovazione tecnica, la domanda è: “L’utente la accetterà, ritenendola vantaggiosa?” Prevedere affidabilmente tutto ciò è davvero una sfida. Per tale ragione, nel prevedere i trend futuri, oggi ci si concentra sull’uomo e sulle sue esigenze. Con il gradimento della società aumentano le opportunità che un dato sviluppo tecnologico possa affermarsi. Noi consideriamo tutto ciò combinando Expert Interview con il cosiddetto processo partecipativo: in altri termini, gli scenari vengono sviluppati non solo collaborando con i committenti, ma anche con coloro che sono coinvolti dalle innovazioni. Quanto più esattamente identifichiamo le condizioni quadro che le innovazioni promuovono o inibiscono, tanto più agevole risulta pianificare il futuro.

Può chiarirci il punto facendoci un esempio tratto dalle sue attuali ricerche?

Fra i vari ambiti dei quali ci occupiamo vi è quello della sicurezza. Qui, le suddette condizioni quadro giocano un ruolo importante. Ormai integrate in rete, le persone, spesso inconsapevolmente, rivelano costantemente propri dati personali: ad esempio, utilizzando customer card o tramite i social network. Tuttavia, in altri ambiti, la rivelazione di dati personali comporta sovente conflitti, ad esempio quando occorre svelarli per scopi di pubblica sicurezza.

Mediante un’apposita indagine, stiamo rilevando a livello europeo il rapporto fra sicurezza e tutela della sfera privata. Si tratta di creare sicurezza intervenendo il meno possibile nella sfera privata del singolo: riguardo a determinati sviluppi tecnici, ad esempio la videosorveglianza intelligente, valutiamo quando essi migliorino la percezione di sicurezza dei cittadini e quando, invece, la mettano in discussione. In tale ottica, le metodologie partecipative sono importanti.

Anche i cambiamenti nella nostra scala di valore giocano un ruolo?

Sì. Nelle società moderne, potersi esprimere liberamente è divenuto un aspetto cruciale. Al contempo, ormai da anni, anche sostenibilità e responsabilità ecologica vanno crescendo di significato. È un trend, questo, ben rilevabile ad esempio nell’ambito della mobilità. In molti Paesi, ormai, vale il principio dell’“utilizzare anziché possedere”, che privilegia concezioni di trasporto multimodali.

Ciò che nel trasporto merci è già in atto, ossia l’impiego di diverse offerte di trasporto in base alle necessità, definirà in futuro anche le tendenze del trasporto privato. Il progresso tecnologico nelle tecnologie di comunicazione agevola l’adozione di filosofie di mobilità integrate; ora, si tratta di rendere tutto ciò ancora più semplice e flessibile, inserendovi modelli sociali intelligenti quali il Car Sharing o il Bike Sharing.

Il desiderio di libera espressione significa che i cittadini si aspettano più voce in capitolo in tutti gli ambiti?

Il desiderio di una più libera espressione va di pari passo con quello di maggiore apertura, degerarchizzazione e partecipazione: è lo scenario definito come “Open Everything”, che include aspetti quali Open Government, Open Innovation, Open Access e Open Education. Le innovazioni in un’ottica di rete creano trasparenza e offrono nuove opportunità di partecipazione. In ambito economico, l’Open Innovation segna un cambio di mentalità: dalle rigide gerarchie di organizzazione interna verso modelli nuovi e flessibili, come l’Idea Management o l’Innovation Management, che vanno oltre i limiti aziendali.

In tale ambito, vi sono differenze fra le esigenze di giovani e meno giovani?

Proprio il diverso approccio verso la tecnologia, in base alle esperienze pregresse o all’età, è un aspetto importante per il successo di un’innovazione: nei nostri scenari, quindi, consideriamo sempre anche i vari gruppi d’interesse sociali. E a quanto risulta, il gradimento verso le innovazioni non è una pura questione anagrafica. I cambiamenti demografici, sotto molti aspetti, rappresentano un’opportunità: le nostre ricerche hanno mostrato come i team misti abbiano grandi potenzialità. Le aziende che sappiano abbinare l’esperienza dei collaboratori anziani al know-how specialistico delle nuove leve fresche di laurea, secondo le nostre esperienze hanno maggiore successo nell’introdurre nuove tecnologie e nuovi approcci nei processi.