Marginal Column

Sul banco di prova

La qualità è da sempre un criterio decisivo per Bosch Rexroth. Ciò che nel tempo è mutato sono le metodologie di collaudo, sempre più raffinate.

 

A sinistra: Un banco di prova idraulico del 1965. A destra: Tecnologie di prova attuali.

“Ho sempre avuto un'insopportabile preoccupazione: che qualcuno, esaminando uno dei miei prodotti, esprimesse un giudizio non sempre lusinghiero.” Questa affermazione di Robert Bosch, risalente al 1919, tutt'oggi ha per Bosch Rexroth valore immutato. E quando il fondatore scriveva quelle righe, nelle piccole aziende come la Rexroth di allora, specialista nelle fusioni in ghisa, il Controllo Qualità era ancora agli albori: la qualità dei prodotti si misurava soprattutto in base alla quantità di scarti. Tutto ciò cambiò quando l'azienda, nel 1942, allestì un proprio laboratorio, dove gli ingegneri collaudavano sia lo sviluppo, sia la realizzazione dei prodotti in ghisa. Il risultato: un netto miglioramento nella qualità dei prodotti e un enorme spunto per il lavoro di sviluppo.

Funzionamento dei primi banchi di prova

Tali presupposti erano ideali per iniziare a produrre componenti idraulici circa sessant'anni fa: a tale scopo, i tecnici allestirono per la prima volta un banco di prova idraulico aziendale. Da allora, lo sviluppo di nuovi prodotti e tecniche di produzione andò di pari passo con quello delle tecnologie di prova. L'importanza dei banchi di prova crebbe soprattutto dalla fine degli anni '60 con l'introduzione delle linee di produzione: essi vennero integrati nelle linee, affinché ogni prodotto Rexroth uscisse di fabbrica con alti livelli qualitativi. E con prodotti sempre più complessi, anche le procedure di test si fecero via via più impegnative: nel tempo divenne sempre più difficile verificare se i prodotti avessero le “carte in regola”, a causa del continuo aumento di requisiti nelle tecnologie di prova e dei tempi di collaudo, necessariamente sempre più brevi.

Addio all'analogico

Pertanto calcolatrici tascabili, diagrammi e tabelle (gli strumenti dei progettisti di allora) presto non bastarono più. Furono le tecnologie informatiche ad aprire nuove strade: con la digitalizzazione, i banchi di prova computerizzati poterono verificare molto velocemente caratteristiche di prodotto più complesse. Anche le tecnologie di simulazione videro progressi decisivi: ora, complesse procedure di collaudo si potevano svolgere alla scrivania, già in fase di sviluppo prodotti.

Con HYSIS, ad esempio, Rexroth sviluppò nei primi anni '90 un pacchetto software che consentiva di simulare azionamenti idraulici composti da valvole, pompe, cilindri o regolatori. L'azienda sfruttò le esperienze maturate negli anni, nelle applicazioni e nelle tecnologie di prova, non solo per sviluppare i propri prodotti, ma anche ideando un'innovativa tecnica per banchi di prova finalizzata al Controllo Qualità.

Qualità scandita al secondo, su scala globale

Dal 2004, Bosch Rexroth ha raggruppato le proprie tecnologie di prova per Controllo Qualità nell'apposito Competence Center, assicurando un'integrazione nelle tecnologie di prova della propria realtà di sviluppo e produzione, ormai di respiro globale. Con l'andare del tempo, anche i processi di prova si sono trasformati: poiché nei calcoli di costi conta ormai ogni secondo macchina, gli ingegneri devono sviluppare metodologie di collaudo sempre più raffinate, che rispondano agli attuali processi di produzione, sempre più veloci in ogni stabilimento. Perché per Bosch Rexroth la qualità dei prodotti ha la massima priorità, oggi come allora. Su scala globale