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CS_2019_SPS_Produzione additiva: dai laboratori di ricerca alla IT, 23-05-2019

Produzione additiva: dai laboratori di ricerca alla produzione di serie

La stampa 3D si è affermata come tecnologia flessibile per la realizzazione di ricambi, prototipi e piccole produzioni di serie nel settore dell’aviazione e nell’industria dell’automobile. Tuttavia, anche altri settori, dall’ingegneria meccanica alle attrezzature medicali, ne stanno esplorando le possibili applicazioni. Il mercato è ampio, così come tanti sono possibili vantaggi a livello tecnologico ed economico. Per esempio, le stampanti 3D sono in grado di produrre in un’unica fase di processo componenti che in passato erano invece realizzati producendo e assemblando singoli componenti.

“I nostri clienti in ambito industriale, in tutti i settori di mercato, richiedono stampanti 3D affidabili, controllabili ed efficienti per la produzione di componenti di elevata qualità”, spiega Stephan Beyer, CEO di BigRep. Ecco perché BigRep, leader mondiale nella produzione di stampanti 3D di grande formato e prodotte in serie (segmento FFF), si affida a controlli industriali con funzionalità predefinite. “Le soluzioni CNC aperte di Rexroth, integrate nella nuova stampante 3D BigRep PRO, aprono le porte a una dimensione completamente nuova nella produzione additiva”, continua Beyer. Questa tecnologia è già utilizzata in macchine utensili altamente automatizzate. I sistemi di controllo industriale Rexroth dispongono inoltre di una serie di funzioni idonee, che vanno dalla gestione alla robotica e al controllo della qualità.

Automazione integrata

Rispetto ad altri processi produttivi, la componente manuale nell’attuale stampa 3D è tuttora molto importante e la rende più simile a un’operazione dell’industria manifatturiera. “Sul medio termine, la produzione additiva dovrà adeguarsi agli standard dei processi produttivi già consolidati”, sottolinea Thomas Fechner, Responsabile New Business di Bosch Rexroth. L’automazione deve rendere i processi riproducibili e verificabili e, per favorire la diffusione della tecnologia, deve essere anche facilmente accessibile. “Ciò significa che dovrà essere sempre disponibile e comprensibile non solo dagli esperti”, aggiunge Fechner.

Un flusso di lavoro completamente digitale

A tal fine, è importante favorire una comprensione completa dell’intero processo, dalla creazione dei dati alla garanzia della qualità. “L’obiettivo è quello di ottenere un flusso di lavoro completamente digitalizzato. I dati devono poter fluire senza interruzioni dall’ordine del cliente attraverso il software CAD e dai relativi ambienti di simulazione ai movimenti effettivi della macchina, garantendo la qualità del prodotto” sottolinea Thomas Fechner. È inoltre necessario che produttori di macchine e utenti finali concordino standard aperti comuni, come OPC UA e OpenAPI.

“A quel punto avremo creato le condizioni necessarie affinché la stampa 3D diventi un elemento chiave delle applicazioni dell’Industry 4.0, sfruttando appieno il potenziale di questa tecnologia”, dichiara Stephan Beyer. In futuro, per esempio, singoli componenti o ricambi potrebbero essere stampati direttamente in loco in base alle esigenze invece di essere tenuti in magazzino: “La stampa 3D sta ridefinendo le supply chain. Le aziende manifatturiere potranno beneficiare di investimenti più bassi, ingresso più rapido sul mercato e time-to-market più brevi” promette Beyer.

 

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